Toscana

Ossicombustore, Macelloni chiede una decisione rapida

Il primo cittadino sollecita una conclusione dopo lo slittamento dell’esame in giunta, mentre restano distanze sul progetto.

Il rinvio della discussione sull’ossicombustore di Peccioli mantiene aperto il confronto politico in Toscana. La giunta regionale ha deciso di spostare alla prossima seduta l’esame della delibera per l’approvazione dell’impianto, una scelta che ha spinto il sindaco Renzo Macelloni a rivolgersi direttamente al presidente della Regione, Eugenio Giani.

In una lettera aperta, il primo cittadino ha chiesto di conoscere i tempi di conclusione della vicenda e ha sollecitato una decisione rapida. Macelloni ha precisato di non voler interferire nelle prerogative della giunta regionale, ma ha richiamato la necessità di chiudere il confronto nello spirito di una leale collaborazione istituzionale.

Il progetto e la chiusura del ciclo dei rifiuti

Secondo il sindaco, la discussione si trascina ormai da tempo e rischia di pesare soprattutto sul Comune di Peccioli. L’amministrazione sostiene di aver messo a disposizione, insieme a Retiambiente, una proposta per affrontare il problema della chiusura del ciclo dei rifiuti in Toscana. Macelloni ha inoltre osservato che sarebbero già stati superati i tempi previsti dalla legge, chiedendo alla Regione di assumere le decisioni ritenute necessarie.

Il progetto divide il cosiddetto campo largo. A sostegno dell’iniziativa si è schierato il sindaco di Peccioli, insieme a una parte del Partito democratico, mentre critiche sono arrivate dall’assessore regionale David Barontini, esponente del Movimento 5 Stelle, e da settori di Alleanza Verdi e Sinistra e della stessa area dem.

Barontini ha chiarito che la Toscana deve affrontare il tema della chiusura del ciclo dei rifiuti, ma ha messo in dubbio che l’impianto di Peccioli rappresenti la soluzione più coerente con il modello da costruire nei prossimi decenni. L’assessore ha sottolineato che non risulterebbe operativo, per il trattamento dei rifiuti urbani residui, un impianto con caratteristiche e capacità industriali direttamente comparabili a quelle previste.

I dubbi dell’assessore regionale

Per Barontini, l’investimento potrebbe aprire interrogativi da approfondire prima di impegnare il sistema regionale per molti anni. L’assessore ha quindi escluso che si tratti di un no definitivo e ha richiamato il principio di prudenza nelle scelte politiche. In questa prospettiva è stato promosso un tavolo istituzionale sull’economia circolare, con l’obiettivo dichiarato di costruire decisioni su basi più solide.

Nel confronto è entrato anche il tema della raccolta differenziata. Citando i dati Ispra 2024, Barontini ha riferito che a Peccioli la percentuale si è fermata al 36,17%, a fronte di una media regionale del 68,1%. Secondo l’assessore, il divario evidenzia margini di miglioramento nella prevenzione, nella raccolta e nel recupero di materia, anche alla luce degli obiettivi europei e nazionali: almeno il 60% di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio entro il 2030 e il 65% entro il 2035.