Parabrezza sfondati e lamiere ammaccate sono tra i principali danni provocati alle automobili dal maltempo di venerdì 28 agosto. A tracciare un primo bilancio economico e operativo dell’evento è Federcarrozzieri, l’associazione che rappresenta le imprese italiane del settore. Secondo le stime diffuse dall’organizzazione, per i proprietari dei veicoli il costo degli interventi può variare sensibilmente e, nei casi più gravi, superare diverse migliaia di euro.
Costi variabili e coperture limitate
La spesa per il ripristino delle vetture colpite parte da circa 900 euro per gli interventi più contenuti, come la rimozione delle ammaccature, ma può arrivare fino a 10mila euro quando i danni interessano più parti dell’auto o richiedono lavorazioni più complesse. L’importo dipende dall’entità dei danni riportati dalla carrozzeria e dalla necessità di sostituire componenti come i cristalli.
Un ulteriore elemento riguarda le coperture assicurative. Federcarrozzieri stima che in Italia meno di due vetture su dieci siano assicurate contro gli eventi meteo estremi. Anche quando la polizza è presente, il rimborso non coincide necessariamente con l’intero costo sostenuto dal proprietario: i contratti possono infatti prevedere franchigie e scoperti anche consistenti. La parte di spesa non coperta resta quindi a carico dell’assicurato.
Attese più lunghe nelle carrozzerie convenzionate
La grandine non produce soltanto un impatto economico, ma può determinare anche un aumento dei tempi necessari per ottenere la riparazione. La disponibilità dei ricambi e della manodopera diventa più problematica quando molte vetture vengono danneggiate nello stesso evento e si concentrano contemporaneamente nelle officine.
Secondo il presidente di Federcarrozzieri Davide Galli, in presenza di una copertura assicurativa i tempi possono allungarsi ulteriormente per la prassi, adottata dalle compagnie, di indirizzare gli automobilisti verso carrozzerie convenzionate o indicate dalla stessa impresa. Questo meccanismo, sostiene l’associazione, può creare un effetto imbuto, concentrando le richieste in un numero limitato di strutture. Le attese risultano invece sensibilmente ridotte, secondo Federcarrozzieri, presso le autocarrozzerie indipendenti non legate alle compagnie assicuratrici.
Il fenomeno ha assunto dimensioni crescenti nel tempo. In base ai dati raccolti dall’associazione, negli ultimi dieci anni in Italia le richieste di intervento per danni alle automobili provocati da eventi meteo estremi sono raddoppiate. La distribuzione territoriale vede in testa il Veneto, seguito da Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.
Le quattro regioni rappresentano complessivamente quasi il 70 per cento delle richieste per danni da maltempo pervenute alle carrozzerie italiane. Il dato, insieme alla crescita dei costi e alla limitata diffusione delle polizze specifiche, evidenzia le difficoltà che possono affrontare gli automobilisti dopo una grandinata particolarmente intensa.