Sarà l’8 settembre il passaggio decisivo per la Cfl, la Cooperativa famiglia e lavoratori nata a Treviglio nel 1972. In quella data, alle 18.30 nell’oratorio di Badalasco, è convocata in seconda convocazione l’assemblea straordinaria chiamata a stabilire se l’attività potrà proseguire oppure se dovrà essere avviata la liquidazione.
La cooperativa, nata come gruppo di acquisto, nel corso degli anni ha costruito la propria presenza sul territorio arrivando a contare 4.800 soci. Di questi, 97 hanno aderito al prestito sociale, affidando all’ente risparmi per 618 mila euro. Il modello, però, è entrato in difficoltà con l’aumento della concorrenza e la progressiva apertura di nuovi supermercati nella Bassa bergamasca.
Perdite in forte aumento
Il bilancio del 2024 si era chiuso con una perdita di 181 mila euro, mentre i margini risultavano ormai ridotti. La strategia di affiancare allo storico punto vendita di Treviglio alcuni minimarket in altri comuni non è riuscita a compensare il calo dell’attività principale. Il supermercato trevigliese, da solo, rappresentava infatti il 67% dei 5,3 milioni di euro di fatturato.
I punti vendita aperti a Badalasco, Presezzo, Gorle e Ponte San Pietro non hanno retto alla contrazione dei ricavi. Nell’ultimo esercizio il fatturato è sceso a circa 5 milioni di euro, mentre il passivo è arrivato a 1.184.067 euro, moltiplicandosi per sei. La perdita ha azzerato i 550 mila euro di patrimonio netto ancora disponibili. Sui risultati hanno inciso anche errori contabili: dal 2022 alcune vendite sarebbero state registrate due volte, determinando un ammanco di 399 mila euro.
Le ipotesi sul tavolo
Durante l’assemblea del 24 luglio, il neo presidente Mario Ferrandi ha indicato tra le possibili soluzioni l’affitto o l’acquisizione di rami aziendali, oppure dell’intera struttura, da parte di operatori del settore. Le proposte in esame sarebbero tre, ma i tempi sono stretti. Il 7 agosto il Consiglio di amministrazione ha disposto la chiusura dei minimarket, rinviando di alcune settimane la decisione sul supermercato di Treviglio.
Prima di procedere, tuttavia, il codice civile impone il coinvolgimento dell’assemblea. Per questo i 4.800 soci sono stati convocati per valutare due alternative: la ricostituzione del capitale sociale, con la copertura integrale delle perdite e la possibile necessità di nuovi versamenti, oppure la liquidazione della cooperativa. L’orario serale e la sede scelta per l’incontro, l’oratorio di Badalasco, indicano un’assemblea destinata a decidere il futuro dell’attività e dei risparmi collegati al prestito sociale.