Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega, interviene nel confronto politico sull’autonomia differenziata e accusa il Partito Democratico di mantenere posizioni diverse a seconda dei territori. Al centro della sua presa di posizione ci sono le dichiarazioni del consigliere dem lombardo Samuele Astuti e quelle del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
Le posizioni nel centrosinistra
Secondo Monti, la distanza tra i due esponenti riguarda la valutazione stessa della riforma. Astuti ha definito l’autonomia differenziata un "topolino" nato dopo anni di trattative, sostenendo quindi che il provvedimento avrebbe effetti limitati. Decaro, invece, ha annunciato l’intenzione della Puglia di impugnare la riforma davanti alla Corte costituzionale, con l’obiettivo di tutelare i territori meridionali dal rischio di un aumento dei divari tra le regioni.
Da qui la contestazione del consigliere leghista, che chiede al Pd di chiarire quale sia la propria linea sull’autonomia. Nella sua ricostruzione, le due posizioni non sarebbero conciliabili: se il provvedimento è irrilevante, come sostiene Astuti, non si comprenderebbe la scelta di ricorrere alla Consulta; se invece può incidere sugli equilibri territoriali, come teme Decaro, non sarebbe corretto descriverlo come un intervento privo di effetti.
La lettura della Lega
Monti difende il percorso di autonomia differenziata come un iter istituzionale concreto, destinato a partire dal primo trasferimento delle materie alle Regioni. Nella sua interpretazione, l’obiettivo è responsabilizzare gli amministratori locali e rendere più efficienti i servizi rivolti ai cittadini, superando un modello amministrativo considerato eccessivamente centralizzato.
Il consigliere regionale sostiene inoltre che la riforma non rappresenti una semplice promessa elettorale. La Lega, afferma, manterrebbe la stessa posizione indipendentemente dall’area geografica interessata. Monti respinge così l’idea che una maggiore autonomia possa indebolire lo Stato e la presenta invece come uno strumento per migliorare il funzionamento delle istituzioni territoriali.
La polemica resta quindi concentrata sul diverso giudizio espresso nel centrosinistra: da una parte il timore che l’autonomia possa accentuare le differenze tra Nord e Sud, dall’altra la valutazione secondo cui il provvedimento produrrebbe effetti minimi. È su questa contrapposizione che il rappresentante della Lega fonda l’accusa di contraddizione politica rivolta al Partito Democratico.