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Caldo e digestione lenta: perché compaiono gonfiore e stitichezza

Idratazione, pasti contenuti e movimento aiutano a limitare i disturbi durante le ondate termiche

Durante le ondate di calore lo stomaco e l’intestino possono reagire con pesantezza dopo i pasti, gonfiore, eruttazioni o stitichezza. Non si tratta necessariamente di una semplice sensazione: lo stress termico modifica alcune funzioni dell’organismo e può rendere più lento il lavoro dell’apparato digerente.

Per disperdere il calore in eccesso, il corpo indirizza una quota maggiore di sangue verso i vasi superficiali della pelle, favorendo la sudorazione e il raffreddamento. Di conseguenza, può ridursi il flusso destinato agli organi interni, compreso l’apparato digerente. Una minore irrorazione di stomaco e intestino può rallentare la motilità intestinale, prolungando i tempi della digestione e aumentando il senso di pienezza o la comparsa di una lieve nausea.

Disidratazione e alimentazione incidono sul transito

La sudorazione abbondante comporta la perdita di acqua e sali minerali, necessari anche per le contrazioni della muscolatura intestinale. Se l’idratazione non è sufficiente, l’organismo tende a riassorbire più acqua nel colon per preservare le funzioni vitali. Le feci diventano così più asciutte e difficili da evacuare, favorendo la stitichezza estiva.

Anche le abitudini alimentari possono contribuire ai disturbi. Bevande ghiacciate e cibi molto freddi, secondo il testo, possono provocare una risposta riflessa capace di alterare la motilità gastrointestinale, con crampi o episodi di diarrea. Al contrario, pietanze molto grasse, fritte o consumate in porzioni abbondanti richiedono un impegno digestivo maggiore, non sempre facile da gestire quando l’organismo è concentrato sulla termoregolazione.

Le abitudini utili durante le giornate più calde

Per sostenere il lavoro dell’intestino è consigliabile bere acqua con regolarità, a piccoli sorsi nell’arco della giornata. La temperatura può essere ambiente o leggermente fresca, evitando quella ghiacciata. Sono preferibili pasti leggeri e frequenti, con alimenti freschi e ricchi di acqua e fibra solubile, come zucchine, cetrioli, melone e pesche.

Un’attività fisica moderata, per esempio una camminata tranquilla nelle ore meno calde, può aiutare a stimolare la muscolatura intestinale. Dopo aver mangiato è inoltre opportuno non sdraiarsi subito: aspettare almeno un paio d’ore può limitare il rallentamento dello svuotamento gastrico e ridurre il rischio di reflusso.

Nella maggior parte dei casi, i disturbi legati alla digestione lenta durante il caldo si attenuano modificando alimentazione e organizzazione della giornata. È però necessario rivolgersi al medico di medicina generale in presenza di dolore addominale intenso, febbre, vomito persistente, sangue nelle feci o diarrea continua, soprattutto per il rischio di una rapida disidratazione.