Internazionale

Attrice bergamasca conquista la tv senegalese

Danza, teatro e fiction segnano esperienza d’una madre italiana trasferita a Dakar, tra lingua locale e pregiudizi

Sarah Jane Capelletti, originaria di Romano di Lombardia, ha costruito in Senegal una carriera tra televisione, teatro e cinema. Dal 2017 vive a Dakar con il marito Macou e i loro quattro figli, dopo aver scelto di trasferirsi stabilmente nel Paese africano. In sei anni ha partecipato a numerose serie televisive, cortometraggi e programmi d’intrattenimento, diventando un volto riconoscibile del panorama audiovisivo locale.

Il suo nome anglofono e il look senegalese non devono trarre in inganno: Capelletti è italiana, con origini bergamasche da parte del padre Emilio e sarde da parte della madre. Il nome Sarah Jane fu scelto dai genitori dopo aver visto il film del 1959 Lo specchio della vita, incentrato sulle difficoltà legate all’identità e alle ascendenze africane nella società statunitense.

Dalla provincia lombarda a Dakar

La passione per lo spettacolo è nata durante l’infanzia, con la danza moderna e l’interesse per la musica africana e nordafricana. Da ragazza, durante il giorno lavorava nello studio di un notaio a Treviglio, mentre nei fine settimana si esibiva con gruppi di origine senegalese e congolese. Attraverso un’agenzia di Milano aveva inoltre iniziato a lavorare nella pubblicità e a ottenere piccole parti.

L’incontro con il Senegal risale al 2004, quando conobbe Macou, originario di Dakar e allora residente in provincia di Bergamo. Dopo il matrimonio e la nascita dei figli, la famiglia si è trasferita in Africa in seguito alla crisi del settore cantieristico, che aveva spinto il marito a rientrare a Dakar per avviare un’attività in proprio. Capelletti lo raggiunse inizialmente per le vacanze, poi decise di restare. Per integrarsi ha imparato il wolof, la lingua più diffusa tra la principale etnia del Senegal.

Il ritorno al mondo dello spettacolo è avvenuto attraverso alcuni gruppi teatrali frequentati a Dakar. La conoscenza della lingua locale e la sua esperienza di donna europea inserita nella società senegalese hanno attirato l’attenzione degli autori. Il primo incarico è arrivato con Chez nous c’est la teranga, programma rivolto ai turisti.

Televisione, teatro e stereotipi

La popolarità è cresciuta nel 2020, con la sit-com Wuju tubab, nella quale interpretava una donna italiana, terza co-moglie in una famiglia poligama e parente di Al Capone. Il termine tubab indica la moglie bianca. Secondo il racconto dell’attrice, il personaggio affrontava anche gli stereotipi rivolti alle donne europee, talvolta considerate incapaci di gestire una famiglia o giudicate con pregiudizio.

La serie ha raggiunto 53 puntate e numerose repliche. Da allora Capelletti ha preso parte a 13 fiction, lavorato in teatro e partecipato a una miniserie storica ambientata in Senegal, prodotta da France 3 e trasmessa in Francia. È stata inoltre ospite di diversi programmi televisivi, mantenendo però una scelta precisa: mettere i figli al primo posto e limitare gli impegni quando necessario.

Il prossimo passaggio professionale sarà una tournée in Francia, prevista a settembre, con lo spettacolo Au-delà de l’écran, nel quale per la prima volta interpreterà una donna senegalese. A novembre è invece previsto il video podcast in italiano Teranga, amore mio, realizzato con Vanesse Marchese, direttrice del patronato Inca della Cgil di Dakar. Il progetto intende raccontare il Senegal e coinvolgere la comunità italiana residente nel Paese, stimata dall’attrice in circa 5 mila persone.

Nel bilancio della sua esperienza, Capelletti sottolinea che le discriminazioni non appartengono a un solo contesto. Racconta di aver incontrato stereotipi sia in Senegal sia in Italia, ricordando le battute rivolte ai meridionali e quelle sentite in Sardegna nei confronti dei continentali. La sua risposta, spiega, è concentrarsi sugli elementi che uniscono, lavorare con costanza e valorizzare le esperienze comuni invece delle divisioni.