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Aumento di peso improvviso: le cause più comuni

Due o tre chili in pochi giorni dipendono spesso da liquidi, farmaci o variazioni fisiologiche.

Un aumento di due o tre chili in pochi giorni può suscitare preoccupazione, soprattutto quando non sono cambiati alimentazione e stile di vita. Tuttavia, una variazione così rapida è quasi sempre legata ai fluidi corporei e non alla formazione di nuovo tessuto adiposo. Per accumulare un chilo di grasso è infatti necessario un surplus calorico consistente e prolungato nel tempo, mentre il peso può oscillare sensibilmente anche nell’arco della stessa giornata.

Tra le cause più comuni ci sono i pasti ricchi di sale o carboidrati. Il sodio favorisce una temporanea ritenzione di acqua, mentre il glicogeno immagazzinato nell’organismo trattiene a sua volta liquidi. Anche la stitichezza, un allenamento intenso, la fisiologica infiammazione muscolare che ne può derivare e la carenza di sonno possono far salire provvisoriamente il dato sulla bilancia. Nelle donne, inoltre, le variazioni ormonali associate al ciclo mestruale possono provocare una ritenzione idrica destinata generalmente a ridursi dopo qualche giorno.

Farmaci e stress possono incidere sul peso

Un incremento inatteso può essere collegato anche all’assunzione di alcuni medicinali. Tra le terapie potenzialmente coinvolte figurano i cortisonici, alcuni antidepressivi, i farmaci per l’ipertensione e le terapie ormonali. Questi trattamenti possono favorire la ritenzione di liquidi oppure modificare il senso di sazietà. Se l’aumento è iniziato dopo l’introduzione di un nuovo farmaco, è importante non sospendere la terapia autonomamente e parlarne con il medico, che potrà valutare eventuali modifiche.

Anche lo stress prolungato può influire sull’equilibrio idrico e metabolico. Livelli elevati di cortisolo possono spingere l’organismo a trattenere fluidi e ad accumularli nei tessuti. In questi casi l’aumento può essere transitorio, ma se la variazione continua o non trova una spiegazione evidente è opportuno sottoporsi a una valutazione clinica.

Quando è necessario rivolgersi al medico

Un aumento progressivo e apparentemente immotivato può talvolta segnalare una condizione medica. Un ipotiroidismo poco compensato rallenta il metabolismo e può favorire il deposito di liquidi. Anche problemi che interessano cuore, reni o fegato possono ridurre la capacità dell’organismo di eliminare l’acqua in eccesso. Nelle donne in età fertile, invece, un aumento localizzato all’addome associato a irregolarità mestruali può essere collegato alla sindrome dell’ovaio policistico.

È consigliabile consultare il medico di medicina generale quando l’incremento supera due o tre chili in pochi giorni, soprattutto se compaiono altri sintomi. Tra i segnali da non trascurare ci sono un gonfiore marcato a caviglie, gambe o mani, l’affanno improvviso durante piccoli sforzi o da sdraiati, una stanchezza intensa, la sensazione costante di freddo e una riduzione della quantità di urina. Un esame del sangue e un controllo clinico possono aiutare a chiarire l’origine della variazione.