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Congiuntivite in estate: sintomi, cause e prevenzione

Pollini, sabbia, raggi UV e ventilazione possono favorire il disturbo nei mesi caldi.

Durante i mesi caldi anche gli occhi possono essere esposti a condizioni che favoriscono irritazioni e infiammazioni. Tra i disturbi più comuni c’è la congiuntivite, un problema che può comparire anche in vacanza e avere origini diverse. Conoscerne caratteristiche e manifestazioni aiuta a riconoscerla, senza sostituire il parere di un professionista.

Secondo la definizione dell’Istituto Superiore di Sanità, si tratta dell’infiammazione della congiuntiva, il sottile strato di tessuto che ricopre la superficie interna delle palpebre e la parte anteriore del bulbo oculare. La congiuntiva è una membrana trasparente che riveste la sclera, cioè la parte bianca dell’occhio, e la zona interna delle palpebre.

Il disturbo può presentarsi in forma virale, batterica, allergica o irritativa. In linea generale, le prime due possono essere contagiose, mentre quelle allergiche e irritative non lo sono. In caso di sospetto è opportuno rivolgersi al medico di medicina generale; per i bambini il riferimento è il pediatra, che può valutare la necessità di un consulto oculistico.

I segnali da riconoscere

I sintomi più frequenti comprendono arrossamento degli occhi, aumento della lacrimazione e gonfiore delle palpebre. Possono comparire anche prurito, sensibilità alla luce, fastidio o dolore e una sensazione di vista offuscata o appannata.

Un altro segnale è la presenza, soprattutto al risveglio, di una secrezione giallastra o biancastra lungo le ciglia. Il prurito può spingere a strofinare gli occhi, ma questo comportamento rischia di peggiorare la situazione. La combinazione e l’intensità dei sintomi possono variare in base alla forma del disturbo.

Le cause più comuni nella bella stagione

In estate, oltre alla congiuntivite virale, che può essere associata anche a un semplice raffreddore, può diffondersi la congiuntivite allergica stagionale. Tra i possibili fattori scatenanti figurano il contatto con pollini, acari della polvere e peli di animali.

Durante una giornata al mare o all’aperto possono contribuire all’irritazione anche il contatto con la sabbia, l’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti e la salsedine. Un ruolo può essere svolto inoltre dalla ventilazione, compresa quella generata da ventilatori e condizionatori.

Per provare a prevenire o contenere il disturbo, è consigliabile lavare spesso le mani e limitare il contatto con gli occhi. È utile anche cambiare frequentemente gli asciugamani e utilizzare un asciugamano personale, soprattutto quando si condividono ambienti o spazi durante le vacanze.

Nei mesi estivi è bene prestare attenzione anche all’uso dei dispositivi per il raffrescamento, all’esposizione al sole e alla presenza di sabbia. Queste misure non sostituiscono la valutazione medica: in presenza di sintomi o di un peggioramento, il riferimento resta il medico o, per i bambini, il pediatra.