Toscana

Nel 1932 nacque il primo Numero unico del Nicchio

Ritratti, rivalità e nove regole accompagnano l’esordio di una consuetudine editoriale legata al successo del 1932.

Nel 1932, in occasione dei festeggiamenti per la 35ª vittoria della Contrada del Nicchio, venne pubblicato Nerbo sciolto, considerato il primo Numero unico della storia della contrada. Il foglio nacque per raccontare il successo ottenuto nei Pispini e offrire, attraverso testi, ritratti e componimenti, una rappresentazione della vita contradaiola dell’epoca.

L’iniziativa prendeva le mosse da un clima descritto dagli stessi autori con ironia e vivacità. Siena veniva presentata come una città annoiata, priva di giornali umoristici locali capaci di raccontare le imprese e le rivalità cittadine. Da qui l’idea di realizzare, anche soltanto per un giorno, una pubblicazione legata ai festeggiamenti del Nicchio.

Ritratti e rivalità del Campo

Il giornale è oggi una testimonianza della Siena del tempo e degli equilibri tra le Contrade. La rivalità con il Valdimontone, si ricorda nel testo, doveva ancora manifestarsi pienamente, mentre aveva un ruolo l’alleanza con l’Oca, destinata a concludersi in modo negativo due anni più tardi. Tra le contrade citate compare anche la Torre, all’interno di un quadro fatto di rapporti, contrapposizioni e strategie legate al Palio.

La pubblicazione celebra la vittoria di Ruello e Tripolino, ma dedica particolare attenzione anche al capitano Guido Rocchi. Accanto ai dirigenti, però, trovano spazio figure semplici e popolari della contrada: Italia la custode, Gino Mazzeschi, Francesco Ciardi, la Tavernina e Socino. Non mancano inoltre un sonetto dedicato al conte Guido Saracini e numerosi ritratti, scelti come forma di racconto alternativa alle fotografie che caratterizzano le pubblicazioni contemporanee.

Le regole per inseguire il successo

Tra le pagine di Nerbo sciolto compare anche un vademecum in nove consigli per vincere il Palio. Le indicazioni invitano a superare i personalismi, smussare i contrasti e assumersi le responsabilità dopo un insuccesso. Viene suggerito di non considerarsi vittime o sacrificati, di fare affidamento sulle proprie forze e di confidare nel senso di giustizia delle autorità.

Gli altri suggerimenti riguardano i tempi della celebrazione, il rapporto con le contrade più piccole e la capacità di mantenere un equilibrio emotivo: festeggiare soltanto dopo il terzo giro di pista, evitare di anticipare i festeggiamenti, trattare tutte le consorelle da pari a pari e saper alternare il sorriso al pianto. Indicazioni formulate quasi un secolo fa e presentate come ancora attuali.

Nerbo sciolto non riportava una redazione strutturata e, nel testo citato, compare la firma di Gastone D’Antea. La sua pubblicazione segnò però l’avvio di una tradizione destinata a proseguire fino a oggi, con i Numeri unici divenuti nel tempo parte del patrimonio documentario e narrativo delle Contrade.