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Proteine e gas intestinali: perché aumentano e come ridurli

La maggiore assunzione può modificare la fermentazione nel colon: fibre, idratazione e scelta degli integratori aiutano a contenere il disturbo.

Aumentare la quota di proteine nella dieta, per sostenere l’attività fisica o semplicemente variare l’alimentazione, può modificare la digestione. Tra gli effetti più comuni ci sono flatulenza più frequente o maleodorante, soprattutto quando nei pasti entrano più carne, uova o integratori. Nella maggior parte dei casi si tratta di una reazione fisiologica legata al modo in cui l’organismo digerisce gli alimenti e all’attività dei batteri intestinali.

Quando l’assunzione proteica cresce in modo significativo, una parte delle molecole può non essere assorbita completamente nell’intestino tenue e raggiungere il colon. Qui viene utilizzata dal microbiota, la comunità di microrganismi che vive nell’intestino. Alcuni aminoacidi presenti soprattutto nelle proteine animali contengono zolfo: durante la fermentazione batterica possono formarsi composti solforati, tra cui il solfuro di idrogeno, responsabili dell’odore pungente dei gas.

Il ruolo di fibre e integratori

Il disturbo non dipende necessariamente dalle proteine in sé, ma dall’equilibrio complessivo dei pasti. Chi aumenta la loro presenza può ridurre allo stesso tempo carboidrati e fibre vegetali. Una quantità insufficiente di fibre può rallentare il transito intestinale e lasciare ai batteri più tempo per produrre gas.

Anche la composizione degli integratori può contribuire al gonfiore. Le proteine in polvere a base di siero di latte concentrato possono contenere tracce di lattosio, uno zucchero che alcune persone assimilano con difficoltà. Dolcificanti artificiali e addensanti, inoltre, possono influenzare la fermentazione intestinale e favorire la formazione di aria.

Come ridurre il gonfiore

Non è generalmente necessario eliminare le proteine. Può essere utile introdurre i cambiamenti con gradualità, così da permettere al sistema digerente di adattarsi. È consigliabile associare ai pasti verdure, legumi o cereali integrali, mantenere una buona idratazione e valutare la fonte proteica utilizzata.

In caso di fastidi legati agli integratori a base di siero di latte, il testo suggerisce di prendere in considerazione le proteine isolate o le alternative vegetali, con l’obiettivo di ridurre l’apporto di lattosio. Anche masticare lentamente può facilitare la digestione e limitare l’aria ingerita durante i pasti.

La flatulenza legata alla dieta è di norma un disturbo innocuo, destinato a migliorare con la correzione delle abitudini alimentari. È però opportuno rivolgersi al medico se il gonfiore si associa a dolori addominali persistenti, diarrea prolungata o stipsi marcata, a un calo di peso non previsto o a sangue nelle feci. Questi segnali richiedono una valutazione clinica per escludere condizioni come malattie infiammatorie croniche intestinali, celiachia o altri disturbi dell’apparato digerente.