La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione nei confronti di Mohamed Wesam, detenuto libico di 31 anni accusato di aver ceduto hashish all’interno del carcere di Bergamo. Il processo dovrà quindi essere celebrato nuovamente, dopo il ricorso presentato dal procuratore generale della Corte d’appello.
Al centro della vicenda ci sono quantitativi ridotti di sostanza: 0,22 grammi che il detenuto avrebbe avuto con sé e altri 0,06 grammi ceduti a un altro recluso in cambio di pacchetti di sigarette. L’accusa aveva ricondotto il materiale all’hashish, ma agli atti non risultava alcuna analisi chimico-tossicologica in grado di confermarne la natura.
L’assoluzione per insufficienza di prove
Il giudice dell’udienza preliminare aveva assolto Wesam con la formula dell’insufficienza di prove, rilevando la mancanza di documentazione sulle analisi della sostanza sequestrata. L’imputato aveva scelto il rito abbreviato, che prevede la decisione sulla base degli atti raccolti durante le indagini.
La Cassazione ha però accolto le obiezioni del procuratore generale, stabilendo che il giudice può individuare le lacune da colmare anche nell’ambito del rito abbreviato. In questo caso, secondo i giudici, l’assenza degli esami sulla sostanza non impediva di disporre un approfondimento, necessario per verificare se il materiale fosse effettivamente droga.
Lo scambio avvenuto in cella
Nella sentenza impugnata, osserva la Suprema Corte, erano comunque riconosciuti alcuni elementi dell’episodio: lo scambio, la condotta dell’imputato e il ruolo del destinatario, che avrebbe nascosto la sostanza nel calzino consegnando come corrispettivo i pacchetti di sigarette. Il nuovo giudizio dovrà quindi esaminare nuovamente il caso alla luce degli accertamenti mancanti.
La vicenda si inserisce nel contesto della circolazione di droga e telefoni all’interno del carcere di via Gleno. Nel maggio precedente, i carabinieri avevano condotto un blitz nell’ambito di un’indagine con decine di persone coinvolte per hashish, cocaina e telefoni cellulari introdotti nelle celle. Tra gli episodi emersi vi era anche una consegna effettuata con un drone e destinata a Mirko Vacante, ex latitante a Tenerife. Il caso di Wesam è precedente a quell’operazione: l’udienza davanti al gup si era svolta il 18 aprile 2025.