Nazionale

Kore-eda racconta il dolore e il clone del figlio scomparso

Pellicola presentata alla Croisette; distribuzione italiana prevista dal 27 agosto

Hirokazu Kore-eda torna alla regia con The sheep in the Box, il film presentato in concorso al Festival di Cannes e atteso nelle sale italiane dal 27 agosto. Al centro della storia c’è una coppia segnata dalla morte del figlio, che decide di accogliere in casa quello che viene descritto come il suo clone.

La nuova opera del regista giapponese affronta così il tema del lutto attraverso una situazione legata all’intelligenza artificiale. Il punto di partenza è il dolore lancinante per la perdita di un bambino e la scelta dei genitori di confrontarsi con una presenza che, pur richiamando il figlio scomparso, apre interrogativi sulla memoria, sull’identità e sul rapporto tra esseri umani e tecnologia.

La riflessione sull’intelligenza artificiale

Kore-eda ha accompagnato il progetto con una riflessione sul possibile ruolo dell’intelligenza artificiale nel cinema e, più in generale, nella creatività. Non dobbiamo avere paura dell’intelligenza artificiale, ha affermato il regista, spiegando che anche un eventuale sorpasso tecnologico non gli farebbe abbandonare il proprio lavoro.

Nel ragionamento il cineasta ha proposto un paragone con la dama cinese: anche se una macchina riuscisse a battere ogni giocatore, resterebbe il piacere di assistere alla sfida tra due campioni umani. Un esempio utilizzato per sottolineare la differenza tra il risultato prodotto da una tecnologia e il coinvolgimento personale di chi continua a scegliere un’attività per passione.

L’uscita nelle sale italiane

The sheep in the Box è dunque l’ultima fatica registica del maestro giapponese, già inserita nel programma competitivo di Cannes. Il film sarà distribuito in Italia da Lucky Red e Bim Distribuzione, con l’arrivo sul grande schermo fissato per il 27 agosto.

La pellicola unisce il dramma familiare alla prospettiva di un futuro in cui la tecnologia può intervenire nelle esperienze più intime. La decisione della coppia di accogliere il clone del figlio scomparso costituisce il nucleo narrativo annunciato dell’opera e il dispositivo attraverso cui Kore-eda osserva le conseguenze della perdita e il bisogno di elaborarla.