Lombardia

Nubifragio, infrastrutture danneggiate e appello per i piccoli comuni

La lettera di un cittadino richiama la necessità di risorse regionali per strade, torrenti e opere diffuse.

Il nubifragio che ha colpito la Valtellina ha provocato danni rilevanti alle infrastrutture, senza causare vittime. A segnalarlo è un cittadino della valle, che ha inviato una riflessione sulla situazione dei piccoli centri e sulla necessità di interventi per ripristinare la viabilità e garantire la manutenzione del territorio.

Secondo la lettera, l’ondata di maltempo avrebbe reso evidente una fragilità già presente, legata alla difficoltà dei comuni di sostenere con risorse proprie la manutenzione di una rete diffusa di strade, sentieri, pascoli, muretti a secco e opere di contenimento. Il problema, si sottolinea, non riguarderebbe soltanto le località più note o i grandi appuntamenti, ma anche i paesi montani e le aree meno visibili.

Le criticità a Ponte in Valtellina

Tra i casi indicati nella segnalazione c’è quello di Ponte in Valtellina. Le strade della Valfontana, si legge, sono diventate pericolanti, mentre il torrente Armisa avrebbe cancellato una parte della strada diretta ai Forni. Diverse automobili sarebbero rimaste bloccate a monte e l’accesso alle abitazioni sarebbe diventato più difficoltoso.

La pioggia avrebbe inoltre aggravato le condizioni delle VASP, già compromesse, e causato il crollo di un muro di contenimento lungo la strada per Briotti. La situazione descritta coinvolge residenti, famiglie, abitazioni, mezzi e attività che si trovano a fare i conti con una condizione di precarietà e con la necessità di ricostruire quanto danneggiato dalla piena dei torrenti e dalle precipitazioni.

La richiesta di risorse strutturali

La lettera richiama anche il ruolo dell’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori, che in passato è stato vicesindaco di Ponte in Valtellina e che, proprio per la conoscenza del territorio, viene indicato come interlocutore particolarmente atteso dai cittadini.

Il messaggio rivolto alle istituzioni è una richiesta di intervento urgente da parte della Regione per il ripristino della viabilità, insieme allo stanziamento di fondi strutturali destinati alla manutenzione ordinaria delle aree montane. L’autore sostiene che i piccoli comuni, alle prese con bilanci limitati, non possano affrontare da soli né le opere di prevenzione né quelle rese necessarie dagli eventi recenti.

La riflessione si conclude con un richiamo alla continuità della cura del territorio: la montagna, si afferma, non dovrebbe ricevere attenzione soltanto dopo un crollo o un’emergenza, ma essere sostenuta ogni giorno attraverso interventi diffusi e costanti.