Lombardia

Proposta per intitolare uno spazio a Giorgio Perlasca

Enzo Cresta ha trasmesso agli uffici municipali l’istanza, sostenuta da una raccolta firme online.

Una via, una piazza o un altro spazio pubblico di Como potrebbero essere intitolati a Giorgio Perlasca, il comasco che durante la Shoah contribuì a salvare migliaia di ebrei ungheresi. La richiesta, promossa da Enzo Cresta e sostenuta da una petizione su Change.org, è stata ora inviata formalmente all’amministrazione comunale.

La proposta richiama il legame diretto tra Perlasca e il territorio lariano. Nato a Como il 31 gennaio 1910, si trasferì in seguito con la famiglia nel Padovano. L’iniziativa punta a trasformare il rapporto con la città natale in un riconoscimento pubblico permanente, coinvolgendo cittadini e associazioni anche attraverso la raccolta firme.

La scelta di opporsi alla persecuzione

La vicenda di Perlasca è tra le più note e controverse storie italiane legate alla Shoah. In gioventù aveva aderito al fascismo e aveva combattuto come volontario in Africa Orientale e nella guerra civile spagnola, al fianco delle forze franchiste. Il suo rapporto con il regime cambiò progressivamente, soprattutto dopo l’alleanza con la Germania nazista e l’introduzione delle leggi razziali del 1938.

Durante la Seconda guerra mondiale si trovava a Budapest. Dopo l’8 settembre 1943 rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e, nel 1944, iniziò a collaborare con l’ambasciata spagnola per proteggere gli ebrei ungheresi. Quando il diplomatico Ángel Sanz Briz lasciò la capitale, Perlasca si presentò come suo sostituto e assunse la falsa identità diplomatica di Jorge Perlasca.

Attraverso la distribuzione di salvacondotti e l’organizzazione di case protette, contribuì a sottrarre migliaia di persone alla deportazione e allo sterminio. Secondo la ricostruzione riportata dall’Anpi, furono 5.218 gli ebrei ungheresi salvati grazie alla sua azione.

Il riconoscimento arrivato dopo decenni

Tornato in Italia al termine della guerra, Perlasca condusse una vita riservata e per molti anni non raccontò quanto aveva fatto, nemmeno ai familiari. La sua storia tornò alla luce soltanto alla fine degli anni Ottanta, quando alcune donne ebree ungheresi salvate durante la persecuzione iniziarono a cercare il diplomatico spagnolo che ricordavano con il nome di Jorge Perlasca, scoprendo la sua vera identità italiana.

Nel 1989 Israele lo riconobbe Giusto tra le Nazioni. Perlasca morì nel 1992 e chiese che sulla sua tomba fosse riportata proprio quella definizione, scritta in ebraico. È a questa figura che Enzo Cresta chiede di dedicare un luogo della città, collegando il ricordo della Shoah alla responsabilità civile delle nuove generazioni.

La petizione resterà attiva mentre la richiesta seguirà il proprio iter a Palazzo Cernezzi. Secondo il promotore, l’intitolazione avrebbe il significato di ricordare un uomo capace di opporsi alla persecuzione e di trasmettere il messaggio che, davanti all’ingiustizia, è possibile scegliere di non restare indifferenti.

La proposta dovrà inoltre evitare un possibile equivoco. A Como esiste già una via Perlasca, la strada che collega via Dante a viale Lecco, ma è dedicata a Giovanni Andrea Perlasca. Si tratta di una persona diversa da Giorgio Perlasca, nato in città nel 1910. L’istanza presentata da Cresta riguarda quindi uno specifico nuovo riconoscimento toponomastico.