Lombardia

Un’amaca diventa giaciglio davanti alla chiesa di San Donnino

L’installazione si trova oltre il cancello della proprietà religiosa, a pochi passi da un locale cui sono stati tolti i tavolini esterni.

Un’amaca montata davanti alla chiesa di San Donnino, nel pieno centro storico di Como, viene utilizzata come giaciglio da una persona senza dimora. Non si tratta quindi di un’installazione destinata al relax, ma del luogo scelto da un senzatetto per trascorrere la notte.

La scena è visibile in via Diaz, appena oltre il cancello che delimita l’area di pertinenza dell’edificio religioso. L’amaca e il piccolo accampamento sembrerebbero trovarsi all’interno della proprietà della chiesa e non direttamente sul suolo pubblico comunale. Un elemento che distingue la situazione, anche dal punto di vista amministrativo, dalle occupazioni degli spazi sottoposte alle regole del Comune.

Il contrasto con le regole sul decoro

L’immagine colpisce per il contrasto con l’impostazione adottata negli ultimi tempi per il decoro del centro storico. Tra gli interventi recenti figura anche la rimozione, nella stessa zona, dei tavolini esterni di un locale, in applicazione delle nuove disposizioni sulle occupazioni degli spazi cittadini.

Da una parte ci sono norme sempre più puntuali sull’utilizzo delle aree e sull’aspetto degli spazi centrali; dall’altra, a pochi metri di distanza, un’amaca è stata trasformata in letto per la notte. Le due circostanze restano profondamente diverse e non sono sovrapponibili, anche perché il giaciglio si troverebbe oltre il cancello di una proprietà religiosa.

Una situazione che va oltre l’immagine

Il contrasto visivo, tuttavia, resta evidente: in una zona di Como dove si cerca ordine e uniformità anche nei dettagli, davanti a San Donnino è comparso un piccolo accampamento di fortuna. L’immagine può apparire insolita, ma rimanda soprattutto alla condizione della persona che lo utilizza.

Dietro quella sistemazione di fortuna c’è infatti il problema di chi non dispone di una casa e deve trovare ogni sera un luogo dove dormire, anche nel cuore di una città turistica. Una questione sociale che le sole regole sul decoro non possono risolvere e che resta distinta dagli aspetti amministrativi legati all’uso degli spazi.