Le piccole e medie imprese della provincia di Viterbo hanno chiuso il periodo osservato con risultati complessivamente positivi, superiori alle previsioni iniziali. Il dato emerge dall’indagine congiunturale realizzata da Federlazio su un campione di 500 aziende, 50 delle quali attive nella Tuscia.
Lo studio ha analizzato l’andamento delle imprese e gli effetti dell’escalation geopolitica sulle attività produttive. L’attenzione si è concentrata in particolare sui mercati dell’energia e sulle conseguenze dell’instabilità delle rotte commerciali, elementi che continuano a incidere sui costi e sulle prospettive del sistema imprenditoriale.
Fatturato e risorse per la crescita
Nel territorio viterbese, il 60,7% delle aziende ha registrato una crescita del fatturato nell’ultimo anno. La percentuale risulta superiore a quella rilevata complessivamente a livello regionale e indica una tenuta delle attività nonostante il quadro economico internazionale caratterizzato da incertezza e tensioni.
Parallelamente, la propensione agli investimenti ha raggiunto il 75% delle piccole e medie imprese della provincia, confermando un andamento in aumento rispetto agli esercizi precedenti. Una parte significativa delle risorse è stata indirizzata alla formazione professionale, considerata una risposta alle difficoltà ancora persistenti nel reperire personale qualificato.
Le conseguenze dell’instabilità internazionale
Le guerre in corso e la fragilità dei collegamenti commerciali restano tra i principali fattori di preoccupazione per gli imprenditori locali. Secondo l’indagine, il 35% degli intervistati prevede contraccolpi rilevanti nel medio periodo e ritiene necessario adattarsi a un equilibrio economico ancora fragile.
Un ulteriore 8% degli imprenditori esprime timori più marcati per la tenuta complessiva della propria attività. Le preoccupazioni riguardano soprattutto l’incidenza dei costi energetici, le tensioni inflazionistiche e le difficoltà legate alla disponibilità di lavoratori con competenze adeguate.
Il quadro delineato dalla rilevazione resta tuttavia caratterizzato da segnali di solidità. La presidente di Federlazio Viterbo, Tiziana Governatori, ha sottolineato che i risultati dell’indagine sullo stato di salute delle PMI nel 2025 descrivono un tessuto imprenditoriale ancora vitale, pur alle prese con l’incertezza geopolitica, l’aumento dei costi dell’energia, l’inflazione e la carenza di personale.