Bonifica mancata al distributore, il Comune interviene d’ufficio

Dopo l’ordinanza, gli uffici preparano l’intervento e chiederanno il rimborso alla curatela

È scaduto senza risultati il termine concesso alla proprietà del distributore di carburanti situato lungo la superstrada, all’altezza dello svincolo per strada Bagni. Nell’area di servizio è ancora presente una consistente quantità di rifiuti, accumulatasi nel corso di mesi di abbandono. La mancata rimozione ha portato il Comune ad avviare le procedure per intervenire direttamente.

L’ordinanza e il mancato intervento

L’ordinanza firmata a metà luglio dalla sindaca Chiara Frontini imponeva il ripristino dello stato dei luoghi e la bonifica completa dell’area. Il provvedimento prevedeva anche l’adozione di misure per recintare il terreno e impedire l’accesso, con l’obiettivo di evitare nuovi conferimenti abusivi.

Ai vertici della catena di distributori, sottoposta a curatela fallimentare dopo le chiusure e i sigilli apposti dalla Guardia di finanza, era stato concesso un periodo di trenta giorni per eseguire gli interventi richiesti. Trascorso il termine, nell’area non sono però partite le operazioni di raccolta e smaltimento. L’assenza di interventi ha quindi determinato la formale inottemperanza all’ordinanza comunale.

L’esecuzione in danno

Di fronte allo stallo, l’amministrazione ha deciso di procedere d’ufficio attraverso l’esecuzione in danno. Nelle scorse ore sono state inviate le comunicazioni previste alla curatela, mentre gli uffici competenti hanno avviato gli adempimenti amministrativi necessari per organizzare la rimozione dei materiali.

Il Comune dovrà individuare i soggetti autorizzati a occuparsi della raccolta, del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti presenti nel distributore. Nell’intervento rientra anche la predisposizione di una recinzione, necessaria per limitare l’accesso all’area e prevenire ulteriori abbandoni.

Le spese sostenute dall’ente non dovrebbero rimanere a carico della collettività. Palazzo dei Priori intende infatti insinuarsi al passivo della procedura fallimentare per recuperare integralmente i costi della bonifica, secondo quanto indicato dalla normativa vigente in materia di reati ambientali e di mancato rispetto delle ordinanze contingibili e urgenti.