Toscana

La Santa Sede rimuove don Biancalani, esulta la Lega

Il provvedimento riguarda due parrocchie: il partito parla di una gestione dell’immigrazione fortemente criticabile.

Ha suscitato reazioni la decisione della Santa Sede di rimuovere don Massimo Biancalani dal servizio pastorale nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini. Il provvedimento pone fine alla sua attività pastorale nelle due comunità del territorio pistoiese.

La posizione della Lega Toscana

A esprimere soddisfazione è stata la Lega Toscana, che ha commentato la scelta con una nota. Secondo il partito, con la rimozione si chiude una vicenda lunga e tormentata, caratterizzata da quella che viene definita una gestione dell’immigrazione fortemente criticabile da parte del sacerdote.

Nel documento, la Lega sostiene che negli anni i residenti avrebbero dovuto affrontare una situazione difficile e che gli stessi ospiti sarebbero stati accolti in luoghi ritenuti non idonei sotto diversi aspetti. Si tratta di valutazioni espresse dal partito nel quadro del confronto che ha accompagnato la gestione dell’accoglienza legata alle parrocchie.

Il ruolo della Lega pistoiese

La formazione politica rivendica inoltre di avere seguito costantemente la vicenda, anche attraverso iniziative specifiche a sostegno degli abitanti. Nella nota viene citata in particolare Cinzia Cerdini, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, insieme agli esponenti del partito sul territorio.

La Lega definisce la rimozione una conclusione attesa e parla di una gestione del fenomeno migratorio considerata sconsiderata. Il partito afferma infine che anche molti cittadini di Pistoia possono tirare un sospiro di sollievo dopo periodi descritti come segnati da quotidiana apprensione.

La decisione della Santa Sede riguarda dunque l’incarico pastorale di don Biancalani nelle due parrocchie indicate. Nel testo diffuso dalla Lega non vengono riportate ulteriori motivazioni ufficiali del provvedimento, mentre il commento politico si concentra sulle ricadute della precedente gestione dell’accoglienza e sulle posizioni espresse negli anni dai residenti e dal partito.