E’ durata 10 anni l’attività che ha visto protagonista don Massimo Biancalani e la ormai non più sua parrocchia di Vicofaro: una vicenda oggetto di continue polemiche e critiche, diventata argomento di accesissimi scontri politici. La parola fine è arrivata dopo che la Santa Sede ha confermato la rimozione del sacerdote dal servizio pastorale nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini, nel territorio di Pistoia.
A nulla è servito il ricorso presentato dallo stesso parroco; a respingerlo è stato il Dicastero per il Clero. Una decisione che chiude l’iter canonico avviato dall’allora vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli.
Don Biancalani adesso ha comunque sessanta giorni di tempo per intentare un ulteriore ricorso contro questa decisione e ambienti a lui vicini fanno sapere che il sacerdote intenda avvalersi di questa opportunità.

A don Biancalani l’ex vescovo Tardelli aveva offerto la possibilità di restare nell’ organico della diocesi di Pistoia qualora avesse accettato di andare a ricoprire un importante incarico amministrativo in seno alla curia vescovile. Dopo aver rifiutato il trasferimento all’Ufficio missionario diocesano proposto nell’estate 2024 – soluzione individuata dal clero per dare continuità alla sua vocazione così integralmente solidaristica – e dopo la perdita della rappresentanza legale di Vicofaro, il sacerdote aveva adito le vie legali in base al diritto canonico (ex articoli 1732-1739).
Don Biancalani resta comunque sacerdote a tutti gli effetti visto che la rimozione dagli incarichi pastorali non comporta la riduzione allo stato laicale.
La vicenda affonda le sue radici nel 2015, con Vicofaro che diviene uno dei principali luoghi del dibattito nazionale sull’accoglienza dei migranti. Nella canonica e negli spazi parrocchiali arrivarono a essere ospitate circa 200 persone, trasformando la parrocchia in un simbolo dell’accoglienza ma anche in spunto di contrapposizione politica e sociale dai toni anche molto aspri.
Nel corso degli anni sono state tante le polemiche sulle condizioni igienico-sanitarie, le tensioni e oltre alle proteste di una parte dei residenti e con , una parte dei parrocchiani che nel tempo aveva progressivamente smesso di frequentare le celebrazioni e le attività della parrocchia.
Il procedimento canonico non riguarda contestazioni disciplinari relative alla condotta sacerdotale di don Biancalani. Alla base del provvedimento vi sarebbe una valutazione di opportunità pastorale, maturata all’interno della diocesi.
Sembra dunque che nella chiesa di Vicofaro stia per avviarsi una nuova era.

Immediata la reazione soddisfatta del leader della Lega e Vicepremier Matteo Salvini, affidata a un post sui social; post che ha suscitato non poche critiche da parte dei num,erosi sostenitori di don Biancalani.