Toscana

Spari in ospedale, il Sappe difende l’agente indagato

Il sindacato invita alla cautela mentre proseguono verifiche, testimonianze e accertamenti balistici

Il Sappe prende posizione in difesa dell’agente di polizia penitenziaria indagato dalla procura di Prato per tentato omicidio, dopo gli spari che hanno ferito un giovane al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano. Il sindacato chiede che la ricostruzione dell’accaduto non venga considerata definitiva, ricordando che gli accertamenti sono ancora nella fase iniziale.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di domenica, quando un ragazzo in stato di arresto avrebbe creato una situazione di forte agitazione all’interno del pronto soccorso e avrebbe tentato di allontanarsi. Secondo quanto riferito dalla procura, due agenti lo stavano inseguendo mentre si trovava ammanettato in un ambiente chiuso. In quel frangente, uno dei due avrebbe esploso tre colpi di pistola, uno dei quali ha raggiunto il giovane.

La posizione del sindacato

In un comunicato diffuso il 18 agosto, il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha espresso solidarietà umana e professionale al collega, ribadendo allo stesso tempo il rispetto per la magistratura. Per il sindacato, saranno gli atti d’indagine e, in seguito, il giudice a stabilire che cosa sia realmente accaduto.

Capece contesta l’idea che la dinamica possa essere ricostruita sulla base di pochi elementi o di una lettura parziale dei filmati. Il pronto soccorso, sottolinea, non è una cella blindata, ma un ambiente con corridoi, porte, accessi e vie di collegamento. Per questo dovranno essere valutati la conformazione dei luoghi, le possibili vie di fuga, la posizione delle persone presenti e ciò che l’agente avrebbe visto e percepito durante quei concitati secondi.

Tra gli aspetti indicati dal sindacato c’è anche l’eventuale uso di un estintore da parte del giovane prima degli spari. Il Sappe chiede che l’episodio venga esaminato nel suo complesso e non soltanto attraverso le immagini delle telecamere. La presa di posizione contiene inoltre una critica alla scelta della procura di rendere pubblica una specifica ricostruzione mentre gli accertamenti sono ancora in corso.

Gli accertamenti

Nel frattempo, il procuratore Luca Tescaroli ha notificato all’agente un avviso a comparire. L’indagato, originario della Campania, ha nominato come difensore di fiducia l’avvocato Vittorio Luigi Fucci, del foro di Benevento.

La Scientifica della polizia ha effettuato un sopralluogo all’interno del pronto soccorso. I risultati saranno confrontati con le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza, comprese quelle rivolte verso la cosiddetta camera calda, l’area in cui arrivano le ambulanze con i pazienti. Gli investigatori stanno inoltre ascoltando i testimoni, alcuni dei quali sono già stati sentiti, e valutano anche una possibile perizia balistica per chiarire modalità degli spari e traiettoria dei proiettili.

Il Sappe ribadisce infine che l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una dichiarazione di colpevolezza. Secondo il sindacato, se l’agente ha commesso un errore dovrà emergere dagli accertamenti; allo stesso modo, dovrà essere verificato se abbia agito ritenendo di dover fronteggiare una situazione pericolosa e impedire una fuga. Il principio di presunzione di non colpevolezza, conclude Capece, deve valere anche nella comunicazione pubblica.