Rivedere la strategia, ampliare il pubblico e riportare i cori internazionali ad Arezzo. Sono gli obiettivi indicati da Natalie Dentini, assessora alla Cultura da due mesi, per il rilancio del Polifonico, il concorso dedicato alla musica corale organizzato con la Fondazione Guido d’Arezzo. L’amministratrice ha avviato una ricognizione sugli eventi cittadini, sul loro stato di salute e sulle possibili modalità di sviluppo della programmazione.
Un piano oltre i confini cittadini
Dentini considera il Polifonico una manifestazione da ripensare in una prospettiva più ampia, capace di superare i confini locali e di rafforzare il legame tra cultura e turismo. L’obiettivo è rendere l’appuntamento più attrattivo sia per i cori, sia per gli appassionati disposti a raggiungere la città per assistere alla competizione. La revisione degli aspetti organizzativi e promozionali è già stata avviata insieme alla Fondazione Guido d’Arezzo.
L’edizione di quest’anno, secondo l’assessora, ha risentito di diversi fattori esterni. Tra questi figurano i rincari dell’energia, l’aumento dei costi dei voli e le difficoltà nel sostenere economicamente gli spostamenti dei gruppi internazionali. Dentini ha precisato che le criticità non riguardano la qualità della manifestazione, ma le condizioni finanziarie e logistiche che hanno reso più complessa la partecipazione dei cori. Per il 2027 l’intenzione è quindi aprire nuovi tavoli a livello internazionale e ricalibrare la pianificazione.
Una programmazione multidisciplinare
Nel progetto dell’assessora, la Fondazione dovrebbe svolgere un ruolo rivolto sia alla comunità locale sia a un pubblico più vasto. La cultura, ha spiegato Dentini, deve essere comunicata a tutte le fasce della popolazione senza rinunciare a un elevato livello artistico. L’idea è costruire un lavoro di squadra con le realtà già attive sul territorio, valorizzandone le esperienze e coordinando le diverse proposte.
La prospettiva comprende iniziative multidisciplinari, con teatro, concerti e mostre, da organizzare sulla base di uno studio dei flussi e delle tendenze del pubblico. Tra gli strumenti indicati ci sono anche il fundraising culturale e una programmazione pensata per rafforzare il turismo culturale, puntando sull’unicità degli appuntamenti e sulla qualità degli artisti coinvolti.
La fase attuale è ancora quella dell’ascolto e del confronto con le associazioni e con gli altri protagonisti della vita culturale. In parallelo, restano aperti alcuni dossier destinati a richiedere scelte operative. Tra questi c’è l’ex mercato ortofrutticolo, ipotizzato come cittadella del rock con il coinvolgimento di Negrita e Woodworm, ma oggi ancora senza una direzione definita. Un altro capitolo riguarda la mostra su San Francesco prevista a ottobre, che Dentini ritiene debba essere comunicata con maggiore efficacia anche al pubblico internazionale.