Toscana

Crisi internazionale, il Polifonico riparte con sei cori

Defezioni legate alle tensioni nel Golfo, ma restano numerosi appuntamenti tra concerti, incontri e commemorazioni.

Si apre domani il Concorso Polifonico Internazionale Guido d’Arezzo, appuntamento dedicato alla musica corale che quest’anno registra il numero più basso di complessi partecipanti. In gara saranno presenti sei formazioni: due cinesi, una filippina, una indonesiana e due italiane. Il programma sarà comunque affiancato da concerti, commemorazioni e convegni distribuiti nelle sedi storiche della manifestazione.

Il prologo della rassegna è iniziato già stamani con la masterclass affidata al direttore artistico Luigi Marzola. La riduzione delle presenze internazionali riporta al centro il tema della tenuta di una manifestazione nata nel 1952 per iniziativa dell’Associazione Amici della Musica e del suo storico presidente, Mario Bucciolotti, magistrato, presidente del tribunale e appassionato di musica.

Le difficoltà e le defezioni

Nel corso della sua storia il Polifonico ha raggiunto anche la partecipazione di oltre quaranta complessi in gara, ma ha attraversato diverse fasi critiche. Nel 1983 la manifestazione era arrivata a un passo dalla conclusione e, in seguito, è stata commissariata per due volte. Nonostante le difficoltà, il concorso è riuscito a proseguire e a rafforzare il proprio profilo musicale.

Secondo Marzola, l’attuale calo delle adesioni è legato soprattutto alla situazione internazionale. La chiusura dello Stretto di Hormuz e le tensioni nel Golfo Persico, esplose lo scorso aprile mentre erano aperte le iscrizioni, hanno creato incertezza sui rifornimenti di carburante per gli aerei in Europa. L’aumento dei costi dei biglietti, la riduzione delle frequenze e il rischio di cancellazioni hanno avuto conseguenze anche sugli eventi dal vivo di carattere internazionale.

Il direttore artistico ha spiegato che il Polifonico ha subito diverse defezioni, anche dopo la conferma della presenza e il pagamento dell’iscrizione. Per i cori, la partecipazione al concorso rappresenta infatti un investimento rilevante, sia sotto il profilo economico sia per l’impegno richiesto dalla preparazione.

Il futuro della manifestazione

Marzola ha indicato anche un cambiamento più generale nel panorama della coralità internazionale, sempre più orientato verso esibizioni meno impegnative e repertori composti quasi esclusivamente da brani scelti liberamente. L’obiettivo degli organizzatori resta quello di mantenere una tradizione fondata sullo studio di nuove composizioni e sull’esplorazione di repertori differenti.

Nel prossimo anno Arezzo dovrebbe ospitare il Gran Premio Europeo. Il direttore artistico ha riferito che sono già attivi da tempo contatti internazionali della Fondazione per favorire il ritorno dei complessi di maggiore rilievo. Con la nuova governance, ha aggiunto, saranno condivisi obiettivi di medio e lungo periodo in vista dell’appuntamento europeo.

Quest’anno la manifestazione torna nelle sedi storiche: la Caurum Hall, dotata di un impianto di riverberazione computerizzato, il Teatro Petrarca, dove l’aria condizionata è nuovamente funzionante, la Basilica di San Domenico e la CaMu. Domani alle 14.30, alla Caurum Hall, è in programma il Terzo Gran Premio Corale Italiano, parte integrante della rassegna. Il concerto di apertura si terrà invece alle 21 al Teatro Petrarca. L’ingresso è libero per tutti gli appuntamenti.