Una tragedia si è trasformata in una possibilità di cura per altri pazienti. Il fegato di Diomede Barchiesi, 50 anni, è stato prelevato all’ospedale di Pescara e destinato a un paziente ricoverato a Pisa. Il percorso di donazione è stato avviato dopo la morte cerebrale dell’uomo, deceduto al termine del periodo di osservazione previsto dalla procedura.
L’aggressione e il decesso
Barchiesi, residente a Lanciano, era ricoverato da domenica scorsa nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara. Le sue condizioni erano disperate a causa delle lesioni riportate dopo essere stato colpito con un pugno da un diciottenne. L’episodio era avvenuto sul lungomare di Fossacesia, dove il 50enne era intervenuto per difendere il figlio, coinvolto in una lite.
L’uomo è morto venerdì pomeriggio, dopo la conclusione del periodo di osservazione iniziato in mattinata. Prima di procedere al prelievo, i medici hanno completato gli accertamenti sulla morte cerebrale e hanno ottenuto, dopo la valutazione del medico legale, il nulla osta dell’Autorità giudiziaria. Le operazioni si sono concluse nell’ospedale abruzzese l’altra mattina.
La scelta espressa in vita
Al momento del rinnovo della carta d’identità, Barchiesi aveva dichiarato la propria volontà favorevole alla donazione degli organi. In base alla distribuzione stabilita dopo il prelievo, il cuore è stato destinato a Bergamo, i reni all’Aquila e il fegato a Pisa, dove è stato utilizzato per un paziente ricoverato.
La Asl di Pescara ha espresso vicinanza alla famiglia e ha sottolineato come una vicenda drammatica abbia aperto una prospettiva di cura per altre persone. L’azienda sanitaria ha inoltre ringraziato la dottoressa Rosamaria Zocaro, la dottoressa Antonella Frattari e l’équipe della Rianimazione, insieme agli anestesisti del Blocco operatorio e a tutti i professionisti coinvolti nelle delicate attività. La scelta compiuta dal 50enne mentre era in vita ha reso possibile il percorso di donazione degli organi.