Lombardia

Dimessa l’ultima ferita: dopo 224 giorni lascia l’ospedale

La paziente era tra i dodici cittadini colpiti dal rogo in Svizzera e ora affronterà un lungo recupero fisico e psicologico.

Dopo 224 giorni di cure, anche l’ultima paziente lombarda ferita nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, ha lasciato il Centro Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano. La giovane, indicata con l’iniziale F., torna a casa dopo un lungo percorso assistenziale. Si tratta dell’ultima dimissione tra i dodici pazienti lombardi trasferiti e curati in seguito all’incendio.

La notizia è stata commentata dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che ha ricordato la promessa fatta alle famiglie: fare il possibile per consentire ai ragazzi di rientrare a casa. Bertolaso ha definito la vicenda una delle situazioni assistenziali più complesse affrontate negli ultimi anni dal sistema sanitario regionale. Dei dodici feriti presi in carico, dieci erano giovanissimi.

Un’équipe composta da oltre cento professionisti

Nei primi giorni dell’emergenza, più di 100 professionisti hanno lavorato contemporaneamente per accogliere e assistere i pazienti. Nel tempo sono state coinvolte numerose strutture e specialità del Servizio sanitario regionale, tra cui Areu, l’Ospedale Niguarda e il Policlinico di Milano.

Areu ha curato il trasferimento dei feriti in elicottero fino a Milano. Il pronto soccorso e la Terapia intensiva di Niguarda hanno provveduto all’accoglienza e alla stabilizzazione, mentre il Centro Ustioni ha seguito le cure specialistiche. Un ruolo rilevante è stato svolto anche dalla Banca dei Tessuti, che ha messo a disposizione oltre 25.000 centimetri quadrati di cute.

Nel percorso sono state coinvolte le équipe di pneumologia, Malattie Infettive, Chirurgia Plastica, Riabilitazione e Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. I diversi specialisti hanno seguito i ragazzi nelle varie fasi della degenza e del recupero, affrontando le conseguenze delle ustioni e le necessità cliniche legate a ferite particolarmente gravi.

Oltre cinquanta interventi chirurgici

La complessità dell’assistenza è riassunta anche dai numeri: sono stati eseguiti più di 50 interventi chirurgici complessivi e almeno 30 medicazioni in sedazione per ciascun paziente. A questi si sono aggiunti visite, medicazioni specialistiche e sedute laser, con un impegno prolungato da parte del personale sanitario.

La dimissione non segna la conclusione delle cure. Per i ragazzi prosegue ora una fase di riabilitazione fisica e psicologica. Alcuni hanno già iniziato percorsi di chirurgia della mano, con il supporto degli specialisti di Multimedica, per recuperare gradualmente la mobilità compromessa dalle cicatrici provocate dalle ustioni. Il ritorno alla vita quotidiana richiederà ancora tempo, pazienza e ulteriori trattamenti.