Il Milan entra nella fase decisiva del mercato e Gerry Cardinale torna a Milanello per definire insieme a Ruben Amorim e alla dirigenza le prossime mosse. Mancano poco più di due settimane alla chiusura della sessione estiva e il quadro della squadra 2026-27 è ancora tutt’altro che completo. Il numero uno di RedBird è arrivato in elicottero poco dopo le 13, come già accaduto un mese fa in occasione del raduno, e ha pranzato con l’allenatore. Un incontro di lavoro, inevitabilmente, con diversi dossier da affrontare sia sul fronte degli acquisti sia su quello delle cessioni.
Perché se Amorim ha esigenze precise per completare la rosa, allo stesso tempo il club deve riuscire a sfoltire un organico ancora troppo numeroso. E proprio le uscite stanno diventando uno dei problemi principali di queste settimane. Il tecnico, almeno pubblicamente, mantiene un profilo basso e preferisce non alimentare tensioni, ma all’interno del club iniziano a essere sempre più chiari i nomi dei giocatori che non rientrano nel suo progetto.
Le bocciature di Amorim
Le prime conferme riguardano Tomori, Odogu e Fofana. Sono i profili sui quali l’allenatore portoghese avrebbe ormai espresso un giudizio definitivo e che il Milan considera quindi prioritari sul mercato in uscita. Per tutti e tre le valutazioni tecniche di Amorim sarebbero arrivate a una conclusione negativa e ora la dirigenza dovrà trovare la soluzione migliore per accompagnarli verso una nuova destinazione.
La novità più significativa riguarda invece Christopher Nkunku. Il francese sembrava inizialmente uno dei giocatori maggiormente compatibili con il 3-4-2-1 di Amorim, soprattutto per caratteristiche tecniche e capacità di muoversi alle spalle della punta. Gli allenamenti e i primi spezzoni di partita, però, avrebbero modificato il giudizio del tecnico.
Nkunku è dunque finito nella lista degli esuberi e la sua eventuale partenza potrebbe avere conseguenze anche sull’assetto offensivo del Milan.
E Leao?
La situazione di Nkunku rischia infatti di intrecciarsi con quella di Rafael Leao. Se il francese dovesse davvero lasciare Milanello, il tecnico potrebbe dover rivedere alcune delle proprie valutazioni sulla composizione del reparto offensivo e sul ruolo del portoghese nel nuovo sistema.
È uno dei temi che inevitabilmente saranno stati affrontati nel confronto tra Cardinale e Amorim, anche perché il Milan deve ancora trovare la formula definitiva per rendere equilibrata una rosa costruita tra esigenze tecniche, mercato e sostenibilità economica.
Maignan e Rabiot, il nodo da sciogliere
Sul tavolo del vertice di Milanello ci sono poi due situazioni particolarmente delicate: Mike Maignan e Adrien Rabiot. Entrambi hanno vissuto una situazione che rischia di trasformarsi in un potenziale mal di pancia e il club non vuole permettere che il problema si trascini fino alle ultime settimane di mercato.
Per questo Cardinale e Amorim puntano a trovare rapidamente una soluzione. L’obiettivo è evitare che questioni individuali possano destabilizzare un gruppo che deve ancora assimilare completamente le idee del nuovo allenatore.
Il summit di Milanello serve dunque a mettere ordine e a stabilire le priorità. Entrate, uscite, giocatori da confermare e situazioni da ricomporre: nelle prossime due settimane e mezzo il Milan dovrà dare una forma definitiva alla squadra che affronterà la nuova stagione.
E dalle decisioni prese in questi giorni passerà una parte importante del progetto di Amorim.