Internazionale

Terremoto in Colombia, devastata una città gemella

La scossa ha causato almeno 254 vittime e danneggiato centinaia di edifici nell’area occidentale del Paese.

Un violento terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la zona occidentale della Colombia, nella regione del caffè, provocando almeno 254 morti. Tra i centri interessati c’è anche Viterbo, città colombiana di circa 12 mila abitanti gemellata con il comune italiano. Il bilancio delle vittime, secondo le informazioni disponibili, era ancora in aumento.

La scossa, la più forte registrata in Colombia nell’ultimo secolo, è durata circa quattro minuti. Il sisma si è verificato alle 7,34 ora locale, mentre in Italia erano le 14,34. L’epicentro è stato individuato a circa cinque chilometri a sud dell’abitato di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, a una distanza di circa quaranta chilometri in linea d’aria da Viterbo.

Danni e persone ferite

A fare il punto sulla situazione è stato il sindaco colombiano Néstor Javier Ospina Grajales. Nel territorio comunale sono stati registrati 20 feriti, tre dei quali in condizioni più gravi, mentre oltre 321 edifici hanno riportato danni. Le strutture interessate si trovano sia nel centro abitato sia nelle aree rurali.

Tra gli immobili danneggiati, 67 sono stati dichiarati inagibili. Il dato ha reso necessario l’allontanamento di numerosi residenti dalle abitazioni colpite o considerate non sicure, con conseguenti esigenze di accoglienza e assistenza per la popolazione.

L’assistenza alla popolazione

Gli sfollati stanno trovando riparo in un centro messo a disposizione dall’amministrazione comunale. La gestione dell’emergenza è affidata al lavoro coordinato dei bomberos, i vigili del fuoco colombiani, della polizia e della defensa civil, organismo equivalente alla protezione civile italiana.

Le squadre impegnate nelle operazioni stanno affrontando le conseguenze del sisma nelle zone urbane e nelle campagne, mentre le autorità locali continuano a verificare l’entità dei danni. Viterbo si trova infatti a poche decine di chilometri dall’area individuata come origine della scossa, in una delle zone maggiormente colpite dal terremoto.