La Compagnia Almatanz ha portato al Teatro Romano di Ferento una rilettura de Il Lago dei Cigni, sulle musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, con coreografia e regia di Luigi Martelletta. Lo spettacolo era inserito nel cartellone del Teatro Festival diretto da Patrizia Natale e ha richiamato un pubblico numeroso nell’antica struttura archeologica.
La rappresentazione ha mantenuto al centro la vicenda della principessa Odette, trasformata in cigno dal malefico Rothbart, e le principali componenti del repertorio classico. Il pubblico ha seguito lo spettacolo con partecipazione, accompagnando la conclusione con lunghi applausi. Il balletto di Čajkovskij, tra i titoli più noti della tradizione, continua così a essere proposto attraverso letture differenti, capaci di confrontarsi con le aspettative degli spettatori contemporanei.
Una rilettura tra tradizione e contemporaneità
Il lavoro di Martelletta nasce da un’idea maturata nel corso di una lunga carriera, iniziata anche come primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma e sviluppata attraverso esperienze in teatri italiani ed europei. La conoscenza approfondita della partitura e della struttura coreografica ha costituito la base per una versione che conserva l’impianto accademico, alleggerendo però alcuni passaggi scenici e rendendo più fluido il ritmo della rappresentazione.
Le sequenze più riconoscibili sono rimaste parte essenziale dello spettacolo: dalle apparizioni dei cigni alla danza spagnola e a quella russa, passando per il valzer e i passi a due. L’allestimento ha alternato momenti di eleganza a passaggi di maggiore energia, costruendo un percorso nel quale musica, movimento e immagini hanno avuto un ruolo centrale.
Il rapporto con lo spazio di Ferento
Il Teatro Romano di Ferento ha fornito una cornice particolare alla rappresentazione. Lo spazio storico non è rimasto un semplice contenitore, ma ha contribuito all’atmosfera della serata, mettendo in relazione il repertorio della danza con un luogo di valore archeologico e culturale.
La proposta di Almatanz ha cercato inoltre di avvicinare pubblici diversi a un titolo conosciuto, senza rinunciare agli elementi che ne definiscono l’identità. Il confronto tra tradizione e sensibilità contemporanea ha permesso di riproporre la storia di Odette attraverso un linguaggio più diretto, mantenendo riconoscibili le coreografie e la struttura narrativa del balletto.
La risposta degli spettatori ha confermato l’interesse per l’opera e per la sua capacità di comunicare anche al di fuori degli ambienti specializzati. A Ferento, la versione firmata da Martelletta ha concluso la serata con il consenso del pubblico rivolto alla compagnia e agli interpreti.