Brescia (BS)

Allerta caldo: anche nel Bresciano coltivazioni e animali stressati dall’afa

Coldiretti ha fatto il punto della situazione rifacendosi all'ultimo bollettino Humidex Arpa Lombardia

Allerta caldo: anche nel Bresciano coltivazioni e animali stressati dall’afa

Allerta caldo: anche nel Bresciano coltivazioni e animali stressati dall’afa.

Anche nel Bresciano esplode l’allerta caldo

Coldiretti ha fatto il punto della situazione rifacendosi all’ultimo bollettino Humidex Arpa Lombardia: nei prossimi giorni previsto un disagio di calore forte in praticamente tutta la Lombardia, disagio moderato solo in alcune sporadiche eccezioni.

Una situazione che pesa agli essere umani di certo ma anche agli animali: in alcune aziende della provincia, per questo motivo, sono scattate le contromisure necessarie. Sono stati installati ventilatori, doccette e sistemi di  raffrescamento. Anche l’alimentazione viene ricalibrata per consentire agli animali di continuare a mangiare nonostante le alte temperature.

Le mucche

Per comprendere la criticità della situazione basti pensare che per le mucche il clima ideale sarebbe fra i 22 e i 24 gradi. Coldiretti ha infatti evidenziato come oltre queste temperature gli animali mangino poco, bevano molto quindi producono meno latte.

“Per questo – rileva la Coldiretti – per mantenere un livello di benessere ottimale, condizionatori e nebulizzatori refrigeranti sono in azione, insieme alla disponibilità continua di acqua fresca negli abbeveratoi. Soluzioni anti-afa operative a pieno ritmo anche negli allevamenti di maiali e polli. E per aiutare gli animali a combattere la spossatezza da caldo – continua Coldiretti Lombardia – gli allevatori stanno intervenendo anche sulle razioni alimentari, somministrando pasti più leggeri e integrati con sali minerali e potassio. Tutto questo – conclude Coldiretti – comporta per gli allevatori un aumento dei costi alla stalla, per i maggiori consumi di acqua ed energia”.

La situazione più critica nel Cremonese

“Con le riserve idriche totali inferiori del 26% rispetto alla media (con punte fino al -68% se si considerano le sole riserve nevose) e il livello idrometrico del fiume Po sceso dai -3,4 metri al Ponte della Becca a Pavia fino ai -8 metri a Cremona, preoccupa anche l’evoluzione delle coltivazioni in pieno campo. Al momento – spiega la Coldiretti Lombardia – la situazione più difficile si registra nel Cremonese dove gli impianti che pescano acqua direttamente dal Po per l’irrigazione stanno già avendo difficoltà. A rischio ci sono soprattutto pomodoro e mais. Nella Bergamasca le colture iniziano ad essere in sofferenza nonostante le irrigazioni a pieno regime. Osservati speciali i livelli dei fiumi Brembo e Serio. Nel Pavese, dove i consorzi hanno iniziato a ridurre le portate d’acqua nei canali di irrigazione, le preoccupazioni degli agricoltori si concentrano in particolare su riso e mais”.

 

“Anche sui nostri territori – conclude Coldiretti Lombardia – stiamo assistendo a una tendenza alla tropicalizzazione del clima. Per far fronte a questa situazione diventa sempre più strategico passare dalla logica dell’emergenza a quella della programmazione, organizzandosi con interventi strutturali per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi e renderla disponibile nei periodi di necessità”.