Un altro risultato a sorpresa scuote la fase a gironi dei Mondiali 2026: Uruguay e Capo Verde si dividono la posta con un 2-2 ricco di episodi, lasciando i sudamericani ancora a secco di vittorie e con il cammino nel gruppo H improvvisamente in salita. Dopo l’1-1 all’esordio contro l’Arabia Saudita, la squadra di Marcelo Bielsa incassa un altro mezzo passo falso, mentre la nazionale africana continua a sorprendere e a confermarsi tra le note più liete del torneo.
La partita si apre su ritmi piuttosto bloccati, con l’Uruguay che prova a prendere in mano il possesso ma fatica a trovare spazi contro un avversario compatto e ben messo in campo. Capo Verde invece non rinuncia a ripartire e al 21’ trova anche il modo di passare in vantaggio: Kevin Pina si incarica di una punizione dalla lunga distanza e con una traiettoria potente e precisa batte Muslera, firmando un gol destinato a entrare nella storia del calcio capoverdiano, primo nella fase finale di un Mondiale.
La reazione dell’Uruguay non si fa attendere, ma per larghi tratti del primo tempo la manovra resta prevedibile. Solo nel finale la squadra di Bielsa riesce a cambiare marcia e a ribaltare il risultato in pochi minuti. Al 44’ Maxi Araujo è il più lesto ad avventarsi su una respinta del palo e trova l’1-1, mentre in pieno recupero lo stesso Araujo veste i panni dell’uomo assist servendo di testa Canobbio, che da pochi passi completa la rimonta prima dell’intervallo.
Nella ripresa, però, l’inerzia cambia nuovamente. L’Uruguay abbassa il ritmo e concede metri a un Capo Verde sempre più intraprendente, bravo a restare in partita e a sfruttare le disattenzioni avversarie. Un errore in fase di costruzione di Mathias Olivera apre la strada all’azione del pareggio, mentre Muslera non appare impeccabile nell’uscita che precede la conclusione decisiva. A finalizzare l’azione è il neoentrato Hugo Varela, che firma il 2-2 riportando tutto in equilibrio.
Da quel momento la gara si spezza, con le due squadre che si affrontano a viso aperto ma senza riuscire a trovare la giocata decisiva. L’Uruguay prova a spingere soprattutto nei minuti finali, aumentando la pressione offensiva, ma la precisione negli ultimi metri viene meno e il risultato non cambia più.
Il triplice fischio sancisce così un pareggio dal sapore amaro per la Celeste, che resta senza vittorie dopo due partite e si ritrova costretta a giocarsi tutto nell’ultima sfida del girone contro la Spagna. Un incrocio che assume già i contorni di un dentro o fuori per evitare una clamorosa eliminazione.
Capo Verde, invece, esce dal campo con un altro risultato prestigioso e con la consapevolezza di poter competere ad alti livelli anche su un palcoscenico mondiale. La squadra africana continua a mostrare organizzazione, spirito e solidità, confermando una crescita evidente e una candidatura credibile a sorpresa del torneo.
Resta così l’immagine di un girone ancora completamente aperto, dove ogni dettaglio potrà fare la differenza nelle ultime giornate.