Il Mondiale avrebbe potuto trasformarsi in una vetrina perfetta per il Milan. Tra giocatori da rilanciare, elementi da valorizzare sul mercato e senatori chiamati a dare segnali importanti al nuovo corso targato Ruben Amorim, il club rossonero osservava con interesse il rendimento dei propri nazionali.
Per ora, però, il bilancio è tutt’altro che entusiasmante. Tra esclusioni eccellenti, prestazioni sottotono e qualche problema fisico di troppo, i rappresentanti milanisti sparsi per il mondo non stanno riuscendo a lasciare un’impronta significativa sulla competizione.
In difesa, Koni De Winter attende ancora la sua occasione. Il Belgio lo ha tenuto in panchina per tutta la gara contro l’Egitto e, almeno nelle prime uscite, il centrale non sembra essere tra le prime scelte del commissario tecnico. Una situazione che non modifica però le valutazioni del Milan, convinto delle qualità del giocatore e intenzionato a puntare su di lui anche nella prossima stagione.
Pervis Estupiñán ha invece assaggiato il campo soltanto nella seconda partita dell’Ecuador, dopo aver assistito dalla panchina alla sconfitta contro la Costa d’Avorio. La sua prova contro Curaçao è stata ordinata ma senza particolari lampi. Il suo futuro resta da decifrare: eventuali offerte saranno prese in considerazione, anche se Amorim potrebbe volerlo osservare da vicino prima di prendere una decisione definitiva.
Situazione complicata anche per Santiago Gimenez. L’attaccante messicano continua a vivere un periodo poco brillante e il Mondiale non gli sta offrendo l’occasione di invertire la rotta. Zero minuti contro il Sudafrica e soltanto uno spezzone nel finale della sfida con la Corea del Sud raccontano di un giocatore scivolato indietro nelle gerarchie della propria nazionale. Uno scenario che inevitabilmente alimenta i dubbi sul suo futuro a Milano.
Non trova spazio neppure Ardon Jashari. Il centrocampista svizzero ha raccolto appena un minuto all’esordio e poi è rimasto a guardare nel match successivo. Un impiego minimo che contrasta con la fiducia che sembra invece riporre in lui Amorim, pronto ad affidargli un ruolo più centrale nel progetto rossonero.
Tra i casi più delicati c’è quello di Rafael Leao. Il portoghese è arrivato al torneo dopo una stagione turbolenta e le tensioni non sembrano essersi attenuate. Il suo contributo finora è stato limitato a pochi minuti contro la Repubblica Democratica del Congo, mentre le voci di mercato continuano a rincorrersi. La sua permanenza dipenderà soprattutto dall’eventuale arrivo di un’offerta ritenuta irrinunciabile.
Anche Mike Maignan non ha convinto pienamente all’esordio con la Francia. Nonostante il successo dei Bleus sul Senegal, il portiere è stato oggetto di critiche e continua a convivere con interrogativi legati al nuovo assetto tecnico del Milan dopo i recenti cambiamenti nello staff.
Luka Modric, invece, è apparso ancora lontano dalla miglior condizione. Il debutto della Croazia è stato complicato e il fuoriclasse croato ha accusato inevitabilmente gli effetti dello stop per l’infortunio allo zigomo. Resta inoltre aperta ogni riflessione sul suo futuro.
Chi aveva acceso l’entusiasmo era stato Christian Pulisic. L’americano aveva iniziato il torneo nel migliore dei modi contro il Paraguay, mostrando qualità e brillantezza. Poi l’infortunio al polpaccio ha frenato tutto, costringendolo a saltare la gara successiva e interrompendo sul nascere il suo momento positivo.
A distinguersi è stato soprattutto Adrien Rabiot. Il francese ha confermato l’ottimo rendimento mostrato durante la stagione, risultando tra i migliori nella vittoria contro il Senegal e servendo un assist di grande livello. Una prestazione che rafforza ulteriormente il suo status all’interno della rosa.
Il quadro generale, però, resta poco incoraggiante. Il Mondiale non sta regalando al Milan le indicazioni positive che società e tifosi speravano di ricevere. Molti verdetti sono rimandati all’estate e sarà soltanto al ritorno a Milanello che diversi protagonisti potranno davvero giocarsi una nuova occasione per convincere Amorim e rilanciare le proprie ambizioni.