Si è scatenato in questi giorni il dibattito tra la società Unipol Arena, che mette in scena la rassegna estiva “Parco della Musica” al Parco Esposizioni di Novegro e l’Amministrazione di Segrate. Una rottura consumata negli uffici tecnici che potrebbe avere diverse ripercussioni sul quartiere.
Il palco dei concerti è stato fisicamente traslocato di pochi metri per farlo ricadere sotto il Comune di Milano, abbandonando la giurisdizione segratese, ritenuta troppo asfissiante.
Un trasloco geopolitico last-minute che costa caro: cancellati 2 concerti di Tlc Redman e dei The Flaming Lips, mentre i live di Garbage e A day to remember sono stati dirottati nei locali milanesi Alcatraz e Fabrique con un contraccolpo economico quantificato in un milione di euro.
Le accuse alla base della scelta
L’amministratore delegato Gualtiero Sabatini parla di un vero e proprio percorso a ostacoli creato dall’ufficio tecnico della città:
Ci è stato richiesto lo stesso iter burocratico che si applica agli insediamenti stabili, a chi vuole costruire un palazzo, quando i nostri eventi sono temporanei e smontabili. Trasformare un’autorizzazione in un calvario, rifiutando per mesi un tavolo di confronto, è inaccettabile. Nelle sedi competenti verrà fatta chiarezza, intanto speriamo che con la nuova amministrazione si possa ristabilire un dialogo.
Il sindaco Francesco Di Chio respinge le accuse politiche e sposta il tema sui vincoli normativi, difendendo l’operato dei tecnici:
L’anno scorso era un’esperienza pilota. Ora, davanti a eventi destinati a ripetersi negli anni, gli uffici hanno applicato regole più stringenti, in linea con i vincoli aeroportuali di Linate che vietano grandi flussi di persone in contemporanea a Novegro.
Si tratta di scelte tecniche, non politiche.
Il Comune si dice comunque pronto a collaborare per gestire la viabilità limitrofa.
La risposta del Comitato: non è una “scelta tecnica obbligata”
Chi mastica amaro, in questa vicenda, sono soprattutto i cittadini. Il Comitato del quartiere Vivere Novegro, che da mesi dialogava con l’operatore intravedendo una svolta per l’area, ha esposto le proprie riflessioni:
Da mesi il Comitato Vivere Novegro ha seguito con attenzione il progetto del Parco della Musica, vedendo nella presenza di un importante operatore come Unipol Arena non soltanto una struttura dedicata all’organizzazione di eventi, ma una concreta opportunità di sviluppo per l’intero quartiere.
Un’opportunità che si aggiungeva agli interventi promessi prima delle elezioni dalla precedente Amministrazione comunale e successivamente confermati dall’attuale maggioranza durante la campagna elettorale. Su iniziativa dell’operatore era stato inoltre avviato un tavolo di confronto che aveva consentito di affrontare temi importanti legati alla viabilità, ai servizi, alla sicurezza e alle possibili ricadute sul territorio.
Un dialogo che aveva alimentato nei cittadini la speranza che Novegro potesse finalmente diventare protagonista di un percorso di riqualificazione e crescita.
Novegro continuerà inevitabilmente a convivere con gran parte delle criticità legate alla mobilità e al traffico generate dagli eventi, per la naturale vicinanza all’area interessata, ma rischia di raccogliere una quota molto limitata dei benefici, che potrebbero concentrarsi prevalentemente su Milano, sia in termini di immagine sia di ritorni economici e strategici.
Con il trasloco del festival, sottolinea il Comitato, si allontanano anche i progetti di riqualificazione negoziati prima del voto: la promessa di strutture culturali permanenti (come un teatro stabile), nuovi servizi, negozi e posti di lavoro che avrebbero potuto trasformare Novegro da “quartiere di servizio dell’aeroporto” a polo attrattivo e residenziale.
Il Comitato non intende alimentare polemiche, ma ritiene doveroso porre alcune domande.
Come è possibile che un operatore internazionale interessato a investire sul territorio abbia dovuto spostare il proprio progetto sotto Milano, mentre altre attività che gravitano attorno all’Idroscalo e che producono disagi fino alle quattro del mattino continuano a operare senza particolari limitazioni? E come mai alcune di queste attività sembrano addirittura essere state agevolate, anche attraverso il ridimensionamento del cosiddetto “cono di volo”?
Essere formalmente nel rispetto della legge non significa necessariamente aver individuato la soluzione migliore per la collettività. Le regole definiscono ciò che è possibile fare; le scelte determinano quale strada percorrere.
A nostro avviso, in questo caso è stata privilegiata la soluzione più prudente e meno rischiosa, senza valutare fino in fondo altre opzioni ugualmente legittime e potenzialmente più vantaggiose non solo per il quartiere ma per l’intera comunità segratese.