Segrate (MI)

Scatta il piano di abbattimento col gas delle nutrie: insorgono i residenti

Nel mirino 100 esemplari da catturare a Segrate. Le associazioni animaliste chiedono di adottare altre modalità per l'eradicazione

Scatta il piano di abbattimento col gas delle nutrie: insorgono i residenti

Dopo l’avvio delle operazioni di cattura e abbattimento delle nutrie, si sono accesi gli animi residenti e associazioni ambientaliste di Segrate. Le proteste sono scattate già dal 12 giugno 2026, in concomitanza con i primi avvistamenti dei furgoni incaricati di posizionare le gabbie. L’intervento, formalizzato in una delibera di aprile, richiederà l’eradicazione di almeno 100 esemplari di questa specie, considerata infestante.

Nutrie uccise col gas a Segrate

Di fronte alle prime proteste l’assessore all’Ambiente del Comune di Segrate, Livia Achilli, ha chiarito la posizione dell’ente locale, spiegando che l’Amministrazione si sta limitando a rispettare la legge.

Il metodo applicato, che prevede la cattura tramite trappole e la successiva soppressione con il gas, è infatti quello esplicitato dalle linee guida di Regione Lombardia e della stessa Città metropolitana di Milano. L’assessore ha inoltre replicato ai due punti cardine sollevati dai cittadini: da un lato, la sterilizzazione non risolverebbe il problema del decoro urbano legato alle deiezioni nei parchi e vicino alle scuole; dall’altro, un piano di sterilizzazione presenterebbe un rapporto costi-benefici troppo elevato per l’ente pubblico.

Le proteste per il piano di eradicazione

Una posizione, quella del Comune, respinta con forza dal fronte ambientalista. Tra i protagonisti Edgar Meyer, presidente dell’associazione Gaia Animali e Ambiente, che ha cercato una mediazione e proposto l’abbattimento dei costi di sterilizzazione che andrebbero a carico delle associazioni. Ma nulla da fare, l’appello è quindi rivolto all’assessore regionale Gianluca Comazzi per modificare i piani di rimozione regionali introducendo opzioni non cruente.

Residenti e attivisti locali: “Soluzioni alternative”

Dello stesso avviso è Alice Crepax Giordana, attivista locale ed ex candidata della lista civica Sirtori:

“Dai racconti dei residenti di Milano 2, che da giorni non vedono più esemplari in giro, presumiamo che ne abbiano già abbattute parecchie. Questo metodo è contrario a tutti gli studi sull’etologia del castorino. Questi animali vivono in società matriarcali: se viene soppressa la matriarca, la comunità si riorganizza incrementando la riproduzione. Pensare di eradicare le nutrie in questo modo è ingenuo e crudele, soprattutto quando ci sono associazioni pronte a gestire le sterilizzazioni gratuitamente”.

Il fronte del “no” al piano di sterminio, che portano dalla loro diversi studi biologici come quelli del dottor Samuele Venturini, sta chiedendo a gran voce all’assessorato l’immediata sospensione delle attività e l’apertura di un tavolo tecnico. Secondo i dati degli esperti, la riduzione artificiale della popolazione stimola la fertilità e la ricolonizzazione biologica, trasformando le uccisioni in interventi costosi e ripetitivi. Gli attivisti contestano anche l’allarmismo igienico-sanitario: come rilevato dagli Istituti Zooprofilattici, il rischio legato alle nutrie è circoscritto e analogo a quello di qualsiasi altra fauna selvatica.

La richiesta della cittadinanza attiva punta dunque sul ritorno ai metodi ecologici, che come ha ricordato Crepax sono già stati vagliati dallo stesso Comune nel 2021, quando vennero esaminati progetti di immunocontraccezione e barriere fisiche in collaborazione con la Lav e l’Università di Torino. Secondo le normative vigenti, i metodi non cruenti dovrebbero avere la priorità, impegnando l’amministrazione in soluzioni innovative anziché nella passiva esecuzione delle direttive di sterminio.