Continuano le riflessioni della Federazione regionale degli Ordini dei medici, presieduta dal dottor Federico D’Andrea (presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Novara) sul fenomeno dei cosiddetti “medici fantasma”, ovvero professionisti stranieri impiegati nel Servizio sanitario nazionale con qualifiche conseguite all’estero non sempre riconosciute in Italia e senza notifica agli Ordini professionali.
“Medici fantasma”, la proposta degli Ordini
Si tratta, in sostanza, di sanitari che operano pur non essendo necessariamente conosciuti dagli organismi deputati alla verifica della loro professionalità. Da qui la proposta avanzata a livello nazionale dalla Federazione degli Ordini, che ha elaborato un regolamento per l’istituzione di una sezione straordinaria aggiuntiva agli Albi professionali.
In questa sezione potrebbero essere iscritti i medici che abbiano ottenuto dalle Regioni un’autorizzazione temporanea all’esercizio della professione, con regole e controlli specifici.
«L’obiettivo è quello di garantire la tutela della salute pubblica; assicurare trasparenza e tracciabilità dei professionisti autorizzati e favorire il coordinamento tra Regioni e Ordini territoriali», spiega il dott. D’Andrea, precisando che la proposta sarà oggetto di confronto con l’assessore piemontese alla Sanità in una prossima riunione.
Secondo il progetto, l’iscrizione nella sezione straordinaria consentirebbe l’esercizio dell’attività nei limiti dell’autorizzazione regionale, con il rispetto delle norme dell’ordinamento professionale, dal codice deontologico all’obbligo di aggiornamento fino alla copertura assicurativa.
All’Ordine, inoltre, verrebbe affidato anche il compito di verificare la conoscenza della lingua italiana secondo la normativa vigente, elemento considerato centrale per garantire la qualità dell’assistenza ai pazienti.