Il contratto di Gianluca Scamacca con l’Atalanta scadrà il 30 giugno 2028. Nell’accordo fino al 30 giugno 2027 era infatti prevista un’opzione a favore della società orobica per il prolungamento, che è stata esercitata. La situazione che riguarda il numero 9 atalantino, dunque, cambia radicalmente.
Prima di analizzare gli aspetti di campo, infatti, va detto che avere ancora un accordo di due anni significa non mettere la società in una posizione di debolezza nel momento in cui dovessero arrivare richieste di ingaggio da parte di altre squadre.
Scamacca, sul piano tecnico e dei numeri, non si discute. Nella stagione 2025/26 ha segnato 14 gol e servito 3 assist in 38 partite e considerando che arrivava da un anno di stop tra crociato e strappo muscolare è grasso che cola. Il problema sono le prestazioni e gli atteggiamenti. La gara di Cagliari è emblematica: pessimo avvio, due gol in pochi minuti frutto del suo talento, poi un brutto secondo tempo e un’altra occasione enorme nel finale sventata solo da un miracolo di Caprile.
Forse proprio per questa “montagna russa” di prestazioni mister Palladino, di fatto, lo ha escluso per tutta l’ultima parte di annata a favore di Krstovic.
Le voci che vorrebbero la Roma interessate all’attaccante sono solo voci, appunto. La verità è che tutto dipenderà dal nuovo tecnico Sarri. Se il mister punterà su di lui (pare lo consideri molto importante, ma aspettiamo conferme), allora l’Atalanta sarà in una posizione di tranquillità con il contratto allungato al 2028 e la possibilità di ragionare su eventuali sviluppi durante il campionato. Viceversa, dovesse finire sul mercato chi fosse interessato dovrà presentarsi con un’offerta adeguata e non puntare sul fatto che gli rimangono appena dodici mesi prima di liberarsi a zero.