Una modifica alla legge regionale potrebbe portare dal 2027 maggiori risorse al territorio bergamasco interessato dalle grandi derivazioni idroelettriche. La proposta, presentata nell’ambito della manovra di assestamento di bilancio dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, punta infatti a destinare alle Province, la nostra compresa, il 100 per cento dei canoni idroelettrici, superando l’attuale sistema che riconosce l’intera quota soltanto alla Provincia di Sondrio.
La proposta dei consiglieri regionali
L’iniziativa, illustrata dai consiglieri regionali Michele Schiavi e Alberto Mazzoleni, modifica la legge regionale 5 del 2020 e dà seguito all’indirizzo politico contenuto in un ordine del giorno del consigliere Diego Invernici, approvato dal consiglio regionale lo scorso dicembre.
Secondo i promotori, l’obiettivo è introdurre il principio di maggiore equità nella distribuzione delle risorse generate dalle grandi derivazioni idroelettriche, riconoscendo ai territori che ospitano gli impianti una quota più consistente dei proventi.
Più risorse per Bergamo e le valli
Per Schiavi e Mazzoleni il provvedimento rappresenta un passaggio importante soprattutto per le comunità montane della Bergamasca, che convivono da anni con gli impianti idroelettrici e con il loro impatto sul territorio.
«È un risultato di fondamentale importanza per le nostre comunità montane – hanno dichiarato i due consiglieri. – Con questo intervento prende forma un principio di equità: restituire ai territori il giusto valore delle risorse generate dallo sfruttamento dell’acqua».

A cosa servirebbero i fondi
L’aumento della quota destinata alle Province consentirebbe di rafforzare i bilanci degli enti locali e finanziare interventi considerati prioritari, come la manutenzione del territorio, la messa in sicurezza delle infrastrutture, la tutela ambientale, il contrasto al dissesto idrogeologico e il potenziamento dei servizi nelle aree interne.
Secondo i consiglieri regionali, si tratta di una scelta che permetterebbe alle amministrazioni locali di programmare con maggiore efficacia gli investimenti a favore delle comunità montane.

«Stop alle disparità tra territori»
Nel ribadire il senso della proposta, Schiavi e Mazzoleni sottolineano la necessità di superare le differenze oggi esistenti nella ripartizione dei canoni.
«Portare al 100 per cento la quota dei canoni per Bergamo e per tutte le Province interessate significa affermare un principio chiaro: in Lombardia non esistono montagne di serie A e montagne di serie B. È una battaglia di equità che stiamo portando avanti in consiglio regionale per garantire a tutte le comunità montane le stesse opportunità di sviluppo e di tutela del territorio», concludono.