Il Comune di Viterbo avvia un monitoraggio per valutare la disponibilità di acqua termale nel sottosuolo, partendo dal pozzo delle Zitelle. Dopo l’intervento di chiusura e messa in sicurezza della sorgente, l’amministrazione si interroga sulla quantità di risorsa effettivamente disponibile, un dato cruciale per la gestione dell’area e per pianificare lo sviluppo futuro delle ex Terme Inps. La risposta arriverà da una serie di esami sul campo che prenderanno il via nei prossimi giorni, un percorso strutturato per mappare con precisione la salute e la capacità del sottosuolo.
Dettagli dell’operazione
A fare il punto sulla situazione è l’assessore al termalismo Stefano Floris, che spiega come si muoverà l’amministrazione nei mesi a venire: “L’incarico alla Trivel Pozzi è propedeutico alla sperimentazione biennale che la regione ha imposto al comune di Viterbo a seguito del rilascio della concessione Zitelle, legata all’intervento di ‘ricondizionamento’ del pozzo effettuato tra dicembre 2024 e gennaio 2025“. Le operazioni richiedono passaggi graduali e cautela per evitare di compromettere l’equilibrio idrico della zona. “Nel mese di luglio – aggiunge Floris – effettueremo una prova di portata sul pozzo ricondizionato per verificare l’effetto di un possibile emungimento sulle altre emergenze termali attualmente in essere”.
L’obiettivo finale del monitoraggio non è solo la raccolta di dati isolati, ma la costruzione di un quadro scientifico definitivo che metta al sicuro il patrimonio idrico. “Questa prova, che probabilmente non sarà l’unica – chiarisce Floris – ci permetterà di capire la trasmissività dell’acquifero e di conseguenza di effettuare calcoli scientifici sulla reale potenzialità della falda e sul limite di portata emungibile”. I tempi per completare la mappa della risorsa sono già tracciati e la scadenza amministrativa è fissata a breve: “La sperimentazione si concluderà alla fine dell’anno solare, seguita da un report specialistico da trasmettere al settore preposto della Regione Lazio”.
Operatività e costi
Dal punto di vista operativo, gli uffici del settore lavori pubblici del Comune hanno già sbloccato i primi provvedimenti per avviare le attività. Palazzo dei Priori ha affidato le opere preliminari alla società Trivel Pozzi s.r.l., con un intervento dal costo di 2.379 euro complessivi di IVA, che prevede l’installazione di una tubazione flessibile in uscita dalla testata del pozzo, necessaria per canalizzare i flussi in sicurezza durante le misurazioni. I tecnici eseguiranno il cosiddetto “step drawdown test”, una prova di portata a stadi per misurare la reazione della falda a differenti livelli di prelievo.
Tutto il percorso sarà coordinato dall’ingegnere Marco Casciano, responsabile unico del progetto per il servizio idrico e il termalismo dell’ente locale. I dati che confluiranno nel rapporto finale atteso per dicembre non serviranno solo a chiudere la pratica burocratica con gli uffici regionali, ma rappresenteranno la base per costruire la futura economia termale della città. La sostenibilità dei prelievi sarà il vero nodo strategico: conoscere con esattezza quanta acqua termominerale sia estraibile senza danneggiare le altre sorgenti attive permetterà di valutare i margini fisici per alimentare le strutture ricettive.