Melania Perazzini, capogruppo di Viterbo2020, ha rilasciato un’intervista in cui esprime un giudizio positivo sull’amministrazione, assegnando un voto 7 e guardando al futuro del movimento civico con Chiara Frontini. Perazzini, alla sua prima esperienza consiliare, ha affrontato diversi temi, tra cui le sfide dell’amministrazione e il patto federativo con Forza Italia.
Nel suo ruolo di capogruppo, Perazzini si definisce un facilitatore che lavora per garantire un dialogo costruttivo tra consiglio, giunta e sindaca. “La nostra squadra è eterogenea, composta da cittadini che si sono dedicati all’amministrazione”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di ascoltare e valorizzare le idee di tutti.
Le sfide dell’amministrazione
Perazzini ha evidenziato che uno dei principali scogli da superare è stato l’impatto con la complessità della macchina amministrativa. “Da cittadini, pensiamo che la buona volontà possa risolvere i problemi immediatamente, ma la realtà è diversa”, ha spiegato, aggiungendo che mantenere la lucidità di fronte alle critiche è fondamentale per chi governa.
Riguardo al rapporto con i cittadini, Perazzini ha affermato che il movimento civico continua a mantenere un contatto diretto, organizzando momenti di ascolto e interagendo con la comunità. “Essere civici significa non staccare mai dalla realtà”, ha detto, evidenziando l’importanza di essere presenti sul territorio.
Futuro e alleanze
Parlando della struttura del movimento, Perazzini ha descritto Viterbo2020 come un’officina in continua attività, dove si lavora con pragmatismo per il bene della città. Riguardo al futuro senza Chiara Frontini, ha affermato che non si pongono il problema, poiché il progetto si sviluppa attorno alla sua leadership. “Chiara è la forza trainante della nostra visione”, ha concluso.
Infine, riguardo al patto federativo con Forza Italia, Perazzini ha confermato che c’è stato un confronto interno e che la scelta è stata condivisa da tutti, con l’obiettivo di allargare la maggioranza di governo senza snaturare l’identità civica. Ha anche chiarito che non c’è stato un dietrofront sui consigli del territorio, ma che la loro attuazione richiede tempi burocratici complessi, che si sono intrecciati con le emergenze della città.