Il prefetto Pomponio: “Nessuna fatalità, l’infortunio avviene per mancato rispetto delle regole”

Al convegno di Palazzo dei Papi si discute del decennale della legge contro il caporalato e della sicurezza sul lavoro.

Si è svolto a Palazzo dei Papi un convegno dedicato al decennale della normativa contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro, promosso da Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Arci Solidarietà. Tra i relatori, il prefetto Sergio Pomponio e Patrizia Notaristefano, assessora all’agricoltura del Comune di Viterbo.

Sicurezza sul lavoro e responsabilità

Il prefetto Pomponio ha affrontato il tema della sicurezza sul lavoro, sottolineando che “l’infortunio non è un evento casuale, ma avviene quando non si rispettano le regole”. Ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un approccio concreto alla sicurezza, evidenziando che la gravità della situazione comporta conseguenze giuridiche e penali. “La sicurezza e la disoccupazione non possono essere trattate solo in termini teorici; è necessaria una gestione strutturata delle politiche correlate”, ha affermato Pomponio.

Il prefetto ha inoltre evidenziato l’importanza di un’azione disciplinare rigorosa da parte delle istituzioni per affrontare il fenomeno infortunistico, che richiede un’applicazione costante delle norme vigenti.

Contrastare il caporalato

Pomponio ha poi spostato l’attenzione sul contrasto al caporalato, affermando che questo fenomeno deve essere disciplinato attraverso organismi di qualificazione e studi specialistici. “Abbiamo avviato un percorso di confronto tramite tavoli tematici all’interno del consiglio territoriale”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di un coordinamento tra istituzioni e sindacati per evitare che i dialoghi vengano svuotati di significato.

Il prefetto ha concluso ribadendo l’importanza dei tavoli istituzionali per proporre soluzioni pratiche e costruire un osservatorio permanente sulla tutela dei lavoratori, superando le difficoltà quotidiane.

Patrizia Notaristefano ha aggiunto che il decennale della legge contro il caporalato è un momento cruciale per riaffermare l’impegno verso la dignità del lavoro. “Contrastare il caporalato significa anche tutelare le imprese agricole che operano con correttezza”, ha affermato, evidenziando come l’illegalità danneggi i produttori onesti e alteri la concorrenza. Le amministrazioni locali, ha concluso, devono promuovere la cultura della legalità e sostenere uno sviluppo che metta al centro la persona.