Parco archeologico della Tuscia, via libera alle linee d’indirizzo

La giunta approva l’ingresso nel progetto e chiede confini ristretti per proteggere campagne, boschi e attività produttive

La giunta comunale di Vetralla ha approvato le linee d’indirizzo per la nascita del futuro Parco archeologico della Tuscia, aggiungendo un passaggio decisivo al progetto di valorizzazione di uno dei più vasti comprensori archeologici italiani. L’adesione dell’amministrazione arriva dopo un esame approfondito della documentazione e una fase iniziale di prudenza rispetto alle possibili conseguenze dell’istituzione dell’area.

Un sistema integrato di siti

Il progetto punta a superare la frammentazione che finora ha caratterizzato la gestione e la fruizione dei diversi luoghi. Con l’ingresso di Vetralla, nel sistema verrebbero inseriti beni di rilevante interesse storico come Grotta Porcina, il tempio di Demetra e Foro Cassio. Questi siti sarebbero messi in relazione con le necropoli rupestri di Norchia e Castel d’Asso, che si trovano nel territorio comunale di Viterbo.

L’obiettivo indicato nell’atto amministrativo è sostituire la logica delle visite separate con un percorso culturale omogeneo. Il piano dovrà prevedere una segnaletica coordinata, strumenti informativi aggiornati e interventi per migliorare l’accessibilità complessiva dei luoghi. Per definire gli aspetti operativi e gestionali, il Comune promuoverà un tavolo tecnico-scientifico con la soprintendenza, le università, gli istituti di ricerca, la Provincia di Viterbo e le associazioni del territorio.

I limiti alla futura perimetrazione

Il consenso espresso dalla giunta non equivale però a un’adesione senza condizioni. Il punto centrale riguarda la delimitazione dei vincoli: secondo le linee d’indirizzo, i confini dovranno comprendere esclusivamente le aree dove sono presenti emergenze archeologiche documentate.

La prescrizione è stata inserita per tutelare le zone rurali e boscate circostanti e per evitare che la futura area protetta introduca limitazioni alle attività agricole, forestali, venatorie e turistico-ricettive. L’atto richiama inoltre la salvaguardia dei diritti della proprietà privata. La condizione mira a prevenire possibili conflitti con il comparto agricolo e con le attività produttive, tradizionalmente preoccupati dall’estensione eccessiva dei vincoli.

L’amministrazione di Vetralla considera il patrimonio storico e archeologico non soltanto come un bene da proteggere, ma anche come un’opportunità per la crescita culturale e turistica del territorio. La messa in rete di Grotta Porcina, del tempio di Demetra e di Foro Cassio con gli altri siti della Tuscia viene indicata come uno strumento per rafforzare la conoscibilità dei luoghi e favorire presenze e ricadute sull’economia locale.

Con l’approvazione degli indirizzi si chiude la prima fase politica del percorso. Ora la definizione del piano operativo passa agli enti tecnici e sovracomunali, che dovranno stabilire modalità di gestione, interventi e perimetrazione nel rispetto delle condizioni poste dall’amministrazione comunale.