Internazionale

Un club e nuovi visti per rilanciare il turismo

Adesione dedicata ai visitatori abituali, accesso digitale alle pratiche e segnali di ripresa dall’ospitalità

Dubai prova a rilanciare i flussi turistici dopo le conseguenze dell’escalation militare nel Golfo, che a fine febbraio aveva coinvolto l’emirato con lanci di droni e missili, causando anche disagi al traffico aereo. Il primo novembre è stato presentato il Dubai Access Club, un programma destinato a premiare i visitatori abituali con servizi, esperienze e vantaggi riservati.

L’iniziativa rientra in un piano più ampio elaborato per consolidare la posizione dell’emirato nei segmenti business e leisure e semplificare l’accesso ai visti turistici. Il progetto è stato illustrato dal principe ereditario Hamdan bin Mohammed, secondo quanto riferito dal quotidiano The National, e coinvolge la Direzione generale per l’Identità e gli affari degli stranieri, il Dipartimento dell’Economia e del turismo e Digital Dubai.

Il programma per i visitatori abituali

I dettagli del Dubai Access Club non sono ancora stati resi pubblici. Il Dubai Media Office lo ha descritto come il primo programma di adesione turistica al mondo promosso da una città e accessibile esclusivamente su invito. L’iniziativa è collegata alla Shared Digital Channels Initiative, che punta a integrare un numero maggiore di servizi governativi nel portale ufficiale Visit Dubai.

Attraverso la piattaforma sarà possibile presentare richieste per visti a ingresso singolo o multiplo. In futuro potrebbero essere introdotte ulteriori tipologie di autorizzazione. La valutazione delle domande e il rilascio dei documenti resteranno comunque di competenza della Gdrfa, l’autorità responsabile dell’identità e degli affari degli stranieri.

Secondo Hamdan bin Mohammed, il progetto sostiene l’obiettivo del governo di rendere l’emirato una scelta preferenziale per i viaggiatori e di rafforzarne il ruolo come destinazione globale. Il turismo viene indicato dalle autorità come un pilastro dell’economia, anche in relazione all’Agenda Economica D33 e alla volontà di attrarre investimenti e sviluppare nuove opportunità.

I dati sulla ripresa

Le statistiche governative diffuse a settembre mostrano alcuni segnali di recupero. Ad agosto gli stranieri che hanno pernottato nell’emirato sono stati 869.000, il dato più alto registrato da febbraio. Nello stesso mese l’occupazione alberghiera ha raggiunto il 66%, contro il 36% di marzo, primo mese completo dall’inizio del conflitto.

Nei primi otto mesi del 2026 gli arrivi internazionali hanno raggiunto quota 6,97 milioni. Nel 2025 erano stati 19,59 milioni, mentre l’obiettivo fissato per l’anno in corso era di 20 milioni. Il conflitto ha però reso più difficile il raggiungimento del traguardo.

Tra le misure adottate per sostenere la domanda c’è anche A Dubai Invite, campagna lanciata a luglio dal Dubai Department of Economy and Tourism. Il programma prevedeva sconti fino a 3.000 dirham, oltre 730 euro, per i residenti che invitavano amici e familiari: le richieste hanno superato quota 90.000.

A maggio era stato inoltre approvato un pacchetto di incentivi da 1,5 miliardi di dirham, pari a circa 365,85 milioni di euro, destinato ai comparti commerciale e turistico. Le misure comprendevano la sospensione della tassa di soggiorno notturna, pari a 20 dirham negli hotel di categoria superiore, e dell’imposta municipale del 7% applicata ai conti di alberghi e ristoranti.