Internazionale

Ulva, l’isola scozzese che sospende i traghetti la domenica

Sedici abitanti affrontano l’ondata di arrivi dopo una produzione televisiva dedicata al recupero della dimora storica.

Per raggiungere Ulva, nelle Ebridi Interne, è necessario attraversare il mare da Mull. Durante la stagione estiva, però, il collegamento del traghetto non sarà operativo la domenica. La decisione è stata presa dalla piccola comunità dell’isola dopo l’improvviso aumento dei visitatori, che ha messo sotto pressione trasporti, ristorazione e servizi locali.

Ulva conta appena sedici residenti e dispone di infrastrutture limitate. La sospensione domenicale del servizio vuole garantire una giornata di pausa agli abitanti e alle persone che lavorano sull’isola, oltre a contenere gli effetti di un afflusso turistico considerato non sostenibile per le dimensioni del territorio.

La serie televisiva che ha portato Ulva sotto i riflettori

L’interesse è cresciuto dopo la trasmissione, a gennaio 2026, di Banjo and Ro’s Grand Island Hotel, serie della BBC dedicata al recupero di Ulva House. Il programma racconta il progetto dell’interior designer Banjo Beale e del marito Ro Christopher, che hanno preso in affitto la dimora storica con una formula di rent and repair, puntando a trasformarla in un boutique hotel di sette camere.

La produzione ha portato il progetto nelle case di milioni di spettatori e ha trasformato rapidamente Ulva in una meta turistica molto più conosciuta. In poche settimane, il numero degli arrivi è aumentato oltre le aspettative, evidenziando il divario tra la nuova popolarità dell’isola e la capacità dei suoi servizi. La vicenda si inserisce nel più ampio fenomeno dell’overtourism, che spinge diverse destinazioni a introdurre limiti per tutelare residenti, ambiente e infrastrutture.

Dallo spopolamento all’acquisto da parte della comunità

La storia di Ulva è segnata da un forte spopolamento. Nel 1837 l’isola arrivava a contare fino a seicento abitanti, distribuiti tra fattorie, piccoli insediamenti agricoli e croft. L’economia locale si basava sull’allevamento, sulla pesca e sulla raccolta delle alghe, ma cambiò quando i terreni furono convertiti in pascoli per le pecore dal proprietario Francis William Clark, avvocato di Stirling.

La trasformazione rientrò nelle Highland Clearances, le espulsioni forzate che colpirono numerose comunità delle Highlands e delle isole scozzesi. Centinaia di persone lasciarono Ulva: molti emigrarono in Nord America e Australia, mentre altri si trasferirono sulla vicina Mull. Nel Novecento la popolazione continuò a diminuire.

Nel 2017, quando Ulva fu nuovamente messa in vendita, gli abitanti di Mull si mobilitarono per acquistarla collettivamente. Grazie alla North West Mull Community Woodland Company e al sostegno dello Scottish Land Fund, l’operazione si concluse nel giugno 2018. L’obiettivo era recuperare le abitazioni abbandonate, contrastare il declino demografico e creare nuove opportunità di insediamento.

Il periodo indicato per una visita va da maggio a settembre, quando le giornate sono più lunghe e le condizioni favoriscono le escursioni a piedi. Il traghetto da Mull è stagionale: il servizio è previsto da aprile a ottobre, dal lunedì al venerdì, tra le 9 e le 17.30, con traversate su richiesta e in base alle condizioni del mare. In estate, quando il collegamento pubblico non è attivo, l’isola può essere raggiunta anche con imbarcazioni private.