Internazionale

Sciopero dei voli in Francia: stop possibile a ottobre

Cinque giorni di agitazione minacciano il traffico aereo; al centro anche pensioni e trasferimento delle risorse previdenziali.

I cieli francesi potrebbero andare incontro a una forte paralisi del traffico aereo da sabato 17 a mercoledì 21 ottobre 2026. Il personale navigante tecnico e commerciale ha infatti indetto un possibile sciopero di cinque giorni, con il rischio di lasciare a terra migliaia di viaggiatori. L’agitazione, tuttavia, non è ancora definitiva: i sindacati hanno lasciato aperta la possibilità di un confronto prima della data prevista.

La mobilitazione nasce da un braccio di ferro con il governo francese cominciato all’inizio dell’estate. Le organizzazioni sindacali sostengono che il nodo principale non riguardi direttamente le compagnie aeree, ma alcune modifiche prospettate al Codice dei trasporti e alla disciplina della professione.

Le richieste del personale navigante

Tra le richieste figurano una ridefinizione delle caratteristiche del lavoro a bordo, criteri più rigorosi per la valutazione medica, l’introduzione di un limite massimo di età e una revisione dei requisiti necessari per accedere alle pensioni. Le sigle indicate sono Snpl, Unsa, Pnc, Snpnc-Fo, Sngaf e Unac, rappresentative del personale navigante tecnico e commerciale francese.

Al centro della vertenza c’è anche la tutela del fondo pensione del personale navigante. Il fondo gestisce la previdenza complementare di circa 36mila lavoratori e 25mila pensionati. Secondo i sindacati, le modifiche allo studio dell’esecutivo potrebbero trasferire le risorse oggi affidate al fondo privato all’interno del sistema pensionistico generale.

Possibili conseguenze per passeggeri e compagnie

Un fermo di cinque giorni avrebbe ripercussioni sull’intero traffico aereo francese e potrebbe provocare cancellazioni e disagi per un numero elevato di passeggeri. Per questo le organizzazioni dei lavoratori si sono dette disponibili a negoziare prima del 17 ottobre, nel tentativo di trovare una soluzione e scongiurare la mobilitazione.

La vertenza presenta anche un rilevante profilo economico per i vettori. In base al regolamento europeo Ce 261/2004, quando la cancellazione o il forte ritardo sono riconducibili a uno sciopero del personale della compagnia, le aziende possono essere tenute a riconoscere ai passeggeri indennizzi forfettari compresi tra 250 e 600 euro per persona. L’eventuale applicazione degli indennizzi dipenderebbe dalle circostanze concrete e dalle condizioni previste dalla normativa.