Nazionale

Mazzi: «Il turismo va riportato al centro dell’agenda Ue»

Arrivi in crescita del 5% nei primi nove mesi: settore vale 13% Pil e conta 3,3 milioni di occupati.

All’inaugurazione del Ttg Travel Experience 2026, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha sollecitato l’Unione europea a riconoscere il peso economico del comparto. Secondo il ministro, il settore sarebbe stato finora sottovalutato dagli europarlamentari, nonostante il suo impatto su numerose attività produttive e sui territori.

Nel suo intervento, Mazzi ha presentato anche l’iniziativa del Mitur intitolata Turismo è, in programma il 17 ottobre a Roma. L’appuntamento riunirà le associazioni di categoria, chiamate a presentare proposte e richieste sul futuro del comparto e sul suo ruolo nello sviluppo economico, sociale e territoriale del Paese.

Un documento per le istituzioni europee

Al termine dell’incontro, ha spiegato il ministro, sarà predisposto un documento con le idee e le riflessioni degli operatori della filiera. Il testo verrà trasmesso agli europarlamentari e ai vertici dell’Ue con l’obiettivo di evidenziare la trasversalità del turismo e le ricadute che genera su diversi settori dell’economia.

La richiesta è di portare il comparto al centro delle future discussioni europee su investimenti e misure di sostegno. Mazzi ha definito il turismo un settore strategico per tutti i Paesi dell’Unione, sottolineando la necessità di una maggiore attenzione istituzionale alla sua capacità di produrre valore e occupazione.

I dati sulla crescita italiana

Il ministro ha quindi illustrato i principali dati della stagione in corso. Nei primi nove mesi del 2026 gli arrivi sono aumentati del 5% e il turismo rappresenta oggi, secondo i numeri citati, il 13% del Pil, con oltre 3,3 milioni di occupati.

Nel corso degli ultimi quattro anni, il Governo avrebbe investito 4 miliardi di euro, di cui 2 miliardi provenienti dal Pnrr, destinandoli in particolare ai piccoli comuni, ai borghi, alle aree montane, ai cammini religiosi, al comparto open air e ai siti Unesco. Stando a quanto riferito da Mazzi, ogni euro investito avrebbe generato almeno tre euro di indotto.

Tra i dati richiamati dal ministro figura anche il posizionamento dell’Italia nel mercato europeo: nel 2025 il Paese avrebbe raggiunto 535,5 milioni di presenze, con una spesa turistica di 57 miliardi di euro e un surplus della bilancia dei pagamenti pari a 22,7 miliardi. Mazzi ha inoltre citato il ruolo di Italia.it, indicato come il portale turistico ufficiale europeo con il maggior numero di visite tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, oltre a 38mila operatori e più di 30mila offerte presenti.

Nel suo intervento il ministro ha infine rivendicato l’impegno dell’Italia nel contrasto all’abusivismo nel settore turistico, presentandolo come un ulteriore ambito nel quale il Paese intende svolgere un ruolo di riferimento in Europa.