Di fronte alla crescita dei flussi turistici, Amalfi, Capri e Sorrento hanno deciso di coordinarsi per affrontare l’overtourism e tutelare ambiente e comunità residenti. Il patto nasce nel solco della Carta di Amalfi, sottoscritta nel 2025 da 21 Comuni a vocazione turistica e alla quale si è aggiunta Sorrento. L’obiettivo è costruire una collaborazione stabile per gestire visitatori e arrivi, salvaguardando la vivibilità dei centri storici.
Il vertice ospitato dal sindaco di Sorrento, Corrado Fattorusso, ha riunito anche i primi cittadini di Amalfi, Daniele Milano, e di Capri, Paolo Falco. Le amministrazioni intendono confrontarsi con la Regione Campania su un modello che tenga insieme sviluppo economico, sicurezza, sostenibilità e tutela dei residenti. Milano ha ricordato che la Carta di Amalfi ha contribuito a ottenere norme per consentire ai Comuni turistici di assumere più agenti di Polizia Municipale. Ad Amalfi, la misura ha permesso di garantire vigilanza notturna fino alle 4 nei mesi di agosto e settembre. Restano però forti le pressioni legate a un turismo di massa e a una crescita degli arrivi dall’Est Europa.
Dal mare alle Dolomiti
A Capri il nodo principale riguarda gli sbarchi: motonavi e traghetti arrivano senza soluzione di continuità e i sistemi attuali faticano a sostenere numeri in crescita. Il fenomeno non riguarda però soltanto le località costiere. Le alte temperature hanno favorito la cosiddetta coolcation e spinto molti viaggiatori verso le aree montane. Secondo l’osservatorio Jfc sulla montagna estiva, l’estate 2026 potrebbe registrare 7,8 milioni di arrivi, il 14,4% in più rispetto al 2025, e oltre 79 milioni di presenze, con un fatturato stimato in 6,6 miliardi di euro.
Il sovraffollamento sta alimentando il dibattito su nuove limitazioni. A Dobbiaco, in Alta Val Pusteria, il sindaco Martin Rienzner ha invocato numero chiuso e prenotazione obbligatoria. Nella Valle di Braies, dal primo luglio al 15 settembre, tra le 9 e le 16 si accede solo con mezzi pubblici, a piedi, in bicicletta o con prenotazione online e permesso valido. Sul Seceda, in Val Gardena, è invece attivo un ticket da 5 euro.
Ticket e prenotazioni
Il caso più evidente in quota è quello delle Tre Cime di Lavaredo, dove le code sono diventate un’immagine ricorrente. Rienzner propone un sistema di prenotazione online simile a quello adottato nei grandi parchi nazionali statunitensi e una corsia preferenziale per chi soggiorna nei Comuni vicini, rispetto ai visitatori giornalieri. Gli albergatori bellunesi guardano con favore a un possibile biglietto, mentre Cortina d’Ampezzo teme costi e complessità di gestione.
Anche Venezia valuta una stretta sul contributo d’accesso. La proposta è di portarlo fino a 50 euro in alcune giornate e in base al numero di prenotazioni, esentando residenti, lavoratori e turisti che pernottano in laguna. Nel 2026 il ticket è stato applicato dal 3 aprile al 26 luglio, per 60 giornate. Le sanzioni vanno da 50 a 300 euro. Nel 2025 il sistema ha prodotto circa 5,4 milioni di euro di incassi e oltre 720mila voucher, contro i 485mila paganti del 2024.
Il confronto sul sovraffollamento coinvolge anche la Svizzera. La compagnia Jungfraubahnen vuole ampliare l’offerta nell’area dell’Eigergletscher con un ristorante asiatico da 200 posti, un museo, negozi, servizi per il noleggio di attrezzature e nuove possibilità di pernottamento. Il progetto incontra l’opposizione di ambientalisti, residenti e amministrazioni locali, preoccupati soprattutto dal traffico. Un sondaggio indica che quasi il 90% degli abitanti dell’Oberland bernese orientale considera eccessiva la pressione del turismo su infrastrutture e viabilità.
Tra le iniziative per distribuire meglio i flussi c’è infine la mappa dell’Italia autentica promossa dalla travel tech Unexpected Italy. La rete coinvolge oltre 500 professionisti e valorizza botteghe, aziende agricole, piccoli produttori, librerie indipendenti e dimore storiche. Il progetto è presente in 18 territori italiani e punta a favorire percorsi meno battuti e un rapporto più diretto tra visitatori e comunità locali.