Nei primi sei mesi del 2026 l’imposta di soggiorno ha generato 438 milioni di euro, con un aumento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato emerge dall’Osservatorio Jfc sulla tassa di soggiorno, che rileva una crescita ancora più marcata nel confronto con il primo semestre del 2024: in due anni, infatti, il gettito è aumentato del 30%.
Secondo l’analisi, l’incremento è legato a due fattori principali: da una parte l’aumento degli arrivi turistici, cresciuti del 4% negli ultimi due anni, dall’altra l’ampliamento del numero di amministrazioni che applicano il tributo. I Comuni a vocazione turistica che hanno introdotto l’imposta sono oggi 1.411, rispetto ai circa 1.200 di due anni fa.
Le stime per la fine dell’anno
Sulla base dell’andamento registrato nella prima parte dell’anno, i responsabili dell’Osservatorio Jfc prevedono che il gettito complessivo del 2026 possa superare 1,3 miliardi di euro. La previsione tiene conto sia dell’andamento degli arrivi sia dell’allargamento della platea dei Comuni che ricorrono alla tassa per sostenere le proprie entrate.
Nel primo semestre alcuni grandi centri hanno registrato aumenti significativi. Roma ha incassato oltre 110 milioni di euro, con una crescita del 2,5%. Milano, anche grazie al traino dei Giochi olimpici invernali, ha invece raddoppiato gli introiti, raggiungendo quota 66 milioni di euro.
Le variazioni tra città e regioni
Tra gli altri capoluoghi, Napoli ha segnato un incremento del 26,6%, mentre Bologna è cresciuta del 30%. Entrambe hanno superato un livello di entrate pari a circa 11 milioni di euro. L’andamento positivo ha riguardato anche diverse località turistiche.
Tra le destinazioni montane e balneari, Selva di Val Gardena ha raccolto 2,6 milioni di euro, il 26,5% in più rispetto al periodo precedente. Rimini ha raggiunto 3,1 milioni di euro, con un aumento del 12%.
La mappatura regionale evidenzia infine differenze rilevanti. Gli incrementi più elevati sono stati registrati in Sardegna (+77%) e in Abruzzo (+53%). In controtendenza la Toscana, dove gli introiti derivanti dall’imposta di soggiorno hanno registrato una diminuzione dell’1,6%.