Emilia-Romagna

Agriturismi, a Bologna il bilancio positivo dell’estate

Pernottamenti in aumento e ospiti dall’estero fino al 45% nelle strutture più orientate ai mercati internazionali.

Una stagione estiva complessivamente positiva per gli agriturismi dell’Emilia-Romagna, con presenze sostanzialmente stabili o in aumento, soggiorni mediamente più lunghi e una crescita della clientela straniera. Il bilancio è stato presentato il 7 ottobre 2026 a Bologna, nella sede di Confagricoltura Emilia-Romagna, durante il Consiglio regionale di Agriturist presieduto da Lorenzo Melioli.

Presenze in aumento e stagione più lunga

Il monitoraggio realizzato tra le strutture associate restituisce un quadro positivo, seppure con differenze legate alla posizione e alle caratteristiche delle singole aziende. Tra quelle che hanno fornito un confronto con il 2025, gli incrementi di presenze e pernottamenti variano in diversi casi tra il 7% e il 19%. Altre realtà hanno invece segnalato una situazione stabile o lievi flessioni.

I mesi centrali dell’estate restano quelli con il maggiore livello di occupazione, ma la domanda mostra segnali di estensione verso la primavera e settembre. In alcune strutture è aumentata anche la presenza durante la settimana, soprattutto tra la domenica e il giovedì. La tendenza contribuisce a ridurre la concentrazione dei soggiorni nei fine settimana e ad allungare il periodo di attività.

La durata media dei soggiorni risulta in lieve crescita. Gli italiani scelgono spesso permanenze brevi, da una a poche notti, mentre gli stranieri tendono a fermarsi più a lungo, fino a una o due settimane. Nelle realtà maggiormente orientate al mercato internazionale, gli ospiti dall’estero rappresentano circa il 30-45% della clientela. I Paesi più frequentemente indicati sono Germania, Paesi Bassi, Francia, Svizzera e Belgio, con una presenza significativa di visitatori del Nord Europa soprattutto a fine estate e a settembre.

Le richieste e le difficoltà delle strutture

Tra i servizi più richiesti figurano la ristorazione, le degustazioni e l’acquisto di prodotti aziendali. Vengono apprezzati anche gli spazi verdi, le piscine, le attività all’aperto e il noleggio di biciclette elettriche. Secondo Lorenzo Melioli, la domanda non riguarda soltanto il pernottamento, ma anche il territorio, la cucina, il paesaggio e il rapporto diretto con l’azienda agricola.

Non mancano tuttavia le criticità. Alcune aziende segnalano un’incidenza elevata delle prenotazioni last minute, effettuate anche pochi giorni prima dell’arrivo, con conseguenze sull’organizzazione del personale e dei servizi. Le temperature molto alte penalizzano inoltre le strutture delle aree interne, favorendo le destinazioni balneari e montane. Tra i fattori di concorrenza viene indicata anche la moltiplicazione di sagre, feste ed eventi locali.

Il quadro degli agriturismi si inserisce in una stagione positiva per il turismo regionale. Secondo i dati provvisori diffusi dalla Regione Emilia-Romagna, nei primi otto mesi del 2026 sono stati registrati oltre 10 milioni di arrivi e 35,5 milioni di presenze, con un aumento dei pernottamenti del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le presenze internazionali sono cresciute del 5,6%; nel trimestre giugno-agosto l’incremento è stato dell’1,4% per il totale dei visitatori e dell’8,2% per gli stranieri.

Per Agriturist, la crescita dei flussi internazionali e la ricerca di esperienze legate ai territori possono favorire una distribuzione più equilibrata dei visitatori, coinvolgendo anche campagne, aree collinari e zone appenniniche meno interessate dal turismo di massa. L’allungamento della stagione e la maggiore occupazione nei giorni feriali vengono indicati come elementi utili per una programmazione più stabile delle attività.