Una bicicletta appoggiata accanto all’altra all’ingresso del luogo di lavoro, un sentimento nato con discrezione e una vita costruita insieme. È cominciata così la storia di Roberto Patriarchi e Dina Mordini, che a sessantasette anni dal loro primo incontro hanno rinnovato le promesse matrimoniali, celebrando i sessant’anni di matrimonio.
Un incontro nato al lavoro
La loro relazione era iniziata sette anni prima delle nozze, quando entrambi lavoravano nella ditta tessile Mariotti. Roberto aveva cominciato a lasciare la propria bicicletta accanto a quella di Dina, un gesto semplice che non era passato inosservato. La donna ha raccontato alla sindaca di essersi innamorata subito, dando avvio a un legame destinato a durare per tutta la vita.
Roberto e Dina si sono sposati il 4 settembre 1966 nel santuario di Sant’Antonio Maria Pucci a Poggiole. La chiesa non era ancora stata completata, ma quel giorno il cantiere venne fermato per consentire lo svolgimento della cerimonia. Da allora la coppia ha condiviso decenni di vita familiare e di lavoro, affrontando insieme le responsabilità quotidiane.
La cerimonia per i sessant’anni
Dal matrimonio sono nate una famiglia e una lunga storia condivisa. Roberto e Dina hanno avuto una figlia, Susanna, e un nipote, Rudi. Nel corso degli anni hanno lavorato anche per permettere alla figlia di studiare, costruendo intorno alla famiglia il percorso della loro vita comune.
Sabato 5 settembre 2026, la coppia ha rinnovato le promesse davanti alla sindaca di Vernio, Maria Lucarini. Al termine della cerimonia, la prima cittadina ha consegnato ai festeggiati una pergamena a nome dell’amministrazione comunale, come ricordo dell’unione raggiunta.
La sindaca ha definito Roberto e Dina un esempio per la capacità di tenere insieme famiglia e amicizie. Nel suo messaggio ha ricordato il loro carattere forte, la simpatia, l’apertura verso la vita e il rispetto che, secondo il suo racconto, hanno sempre mantenuto l’uno nei confronti dell’altra. Alla coppia sono arrivati gli auguri dell’amministrazione e dell’intera comunità di Vernio.