Monza (MB)

Risottata solidale a Monza, fondi per la cura della Sla

Sei proposte durante la giornata: il ricavato sosterrà il Centro NeMO e la cooperativa La Meridiana.

Sabato 3 ottobre, l’oratorio del Duomo di Monza ospiterà la risottata solidale Un sorriso contro la Sla, iniziativa dedicata alla raccolta di fondi per l’assistenza e la ricerca sulle malattie neuromuscolari e neurodegenerative. L’ingresso sarà dalla passeggiata del mercato lungo il fiume Lambro.

L’appuntamento si svolgerà per l’intera giornata, con i cuochi impegnati ai fornelli dalle 11 alle 21.30. La preparazione prevede una base comune di risotto alla parmigiana, cucinata al momento, alla quale i partecipanti potranno abbinare sei diverse proposte per personalizzare il piatto. L’iniziativa si rivolge quindi sia agli appassionati della cucina tradizionale sia a chi intende sostenere le attività alle quali sarà destinato il ricavato.

Organizzatori e beneficiari

La manifestazione è organizzata dall’associazione Ti do’ una mano Onlus e dalla Pattuglia Colico, con il patrocinio del Comune di Monza e della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza. I fondi raccolti saranno devoluti al Centro NeMO di Milano, impegnato nella diagnosi, nella cura, nell’assistenza e nella ricerca sulle patologie neuromuscolari e neurodegenerative, e alla cooperativa La Meridiana di Monza.

La risottata ripropone una formula già sperimentata negli anni precedenti, quando i commensali avevano potuto scegliere tra diverse varianti legate alla tradizione culinaria locale. Anche in questa edizione, tuttavia, il momento conviviale sarà collegato a un obiettivo di solidarietà rivolto alle persone colpite dalla sclerosi laterale amiotrofica e alle loro famiglie.

La struttura di Monza

La cooperativa La Meridiana gestisce all’interno della Rsa San Pietro una struttura dedicata all’assistenza delle persone con Sla e di quelle in stato vegetativo. Il centro accoglie oltre 70 pazienti e opera attraverso un’équipe medica multidisciplinare, con un’assistenza costruita sulle esigenze, sulle potenzialità e sulla sensibilità di ogni persona.

La struttura monzese è descritta come un progetto ad alta specializzazione e tra i suoi percorsi comprende anche attività rivolte alla partecipazione dei pazienti. Tra queste figura la redazione di un giornale realizzato dagli stessi ospiti attraverso un sintetizzatore, strumento che consente loro di esprimersi e contribuire alla produzione dei contenuti.