Toscana

Perovskiti e ricerca guardano al fotovoltaico del futuro

A Talamone, 36 giovani studiosi insieme a 12 specialisti hanno discusso materiali ibridi, apprendimento automatico, celle solari

Perovskiti e ricerca guardano al fotovoltaico del futuro

Talamone ha ospitato Isophos 2026 – International School on Hybrid and Organic Photovoltaics, scuola internazionale dedicata alle nuove tecnologie per il fotovoltaico e l’optoelettronica. L’iniziativa si è conclusa dopo tre giornate di formazione e confronto tra giovani ricercatori ed esperti del settore.

Alla scuola hanno partecipato 36 giovani ricercatori e 12 esperti provenienti da università e centri di ricerca italiani e internazionali. Il programma ha affrontato alcuni dei principali temi della ricerca applicata alle celle solari: dalle perovskiti ai semiconduttori ibridi, passando per le tecniche di caratterizzazione e per l’impiego del machine learning nell’analisi e nello sviluppo dei dispositivi.

Il ruolo delle perovskiti

Tra gli argomenti centrali dell’edizione 2026 ci sono state le perovskiti, materiali considerati tra le tecnologie più promettenti per il fotovoltaico di nuova generazione. Il loro interesse deriva dalla possibilità di realizzare dispositivi efficienti, leggeri e flessibili, caratteristiche che possono ampliare gli ambiti di utilizzo dell’energia solare.

Il confronto scientifico ha riguardato anche le nuove applicazioni delle celle solari in ambienti non convenzionali, inclusi gli spazi chiusi e lo spazio. Un’attenzione specifica è stata dedicata al fotovoltaico indoor, tecnologia pensata per convertire la luce artificiale degli ambienti interni in energia destinata a sensori, dispositivi wireless e sistemi IoT. L’obiettivo è ridurre, in questi impieghi, la necessità di ricorrere alle batterie.

Formazione e collaborazioni

Isophos 2026 è stata organizzata dal centro di ricerca Chose dell’Università di Roma Tor Vergata, dal Cnr-Istituto di Struttura della Materia e dall’azienda tecnologica grossetana Cicci Research. La formula scelta è stata quella di una scuola raccolta, diversa da una grande conferenza, con l’intento di favorire il confronto diretto tra giovani studiosi e scienziati affermati.

Durante l’iniziativa i partecipanti hanno potuto presentare i propri progetti e discutere possibili collaborazioni. Il programma ha quindi unito momenti formativi e approfondimenti sulle prospettive del settore, mantenendo al centro le tecnologie ibride e organiche per la produzione e l’impiego dell’energia solare.