La Macchina di santa Rosa si solleva per due omaggi alla memoria

Omaggi distinti hanno ricordato la ricostruzione del dopoguerra e lo scampato pericolo del 1986.

Il trasporto della Macchina di santa Rosa ha avuto quest’anno due momenti straordinari, entrambi legati alla memoria collettiva e alla storia della comunità. Durante il percorso, i facchini hanno eseguito due speciali Sollevate e fermi, gesti non previsti da esigenze tecniche ma scelti per ricordare eventi particolarmente significativi per la città.

La prima iniziativa si è svolta a piazza Fontana Grande. Quando Dies natalis è arrivata nella piazza del centro storico, la struttura è stata appoggiata temporaneamente sui cavalletti. Subito dopo, i facchini l’hanno risollevata, rendendo omaggio all’ottantesimo anniversario del trasporto del 1946.

Il ricordo della rinascita

Nel dopoguerra Viterbo era ancora segnata dai bombardamenti e dalle macerie. Nel 1946 il trasporto ripartì eccezionalmente proprio da piazza Fontana Grande, in un momento in cui la città cercava di tornare alla normalità. La torre rappresentò allora un segnale di ricostruzione e di ripresa della vita cittadina. Il Sodalizio dei facchini ha voluto richiamare quell’episodio con un nuovo sollevamento nello stesso luogo, trasformando la fermata in un omaggio alla rinascita.

Il secondo Sollevate e fermi speciale è stato eseguito sul sagrato del santuario, al termine della salita. Il gesto ha ricordato quanto accaduto nel 1986, quando la Macchina Armonia celeste oscillò pericolosamente durante le manovre finali, rischiando di travolgere i ciuffi e le persone presenti. Il crollo fu evitato all’ultimo momento e quell’episodio è rimasto nella memoria dei viterbesi come uno scampato disastro attribuito alla protezione della patrona.

Le dediche ai protagonisti della comunità

Il secondo omaggio è stato quindi dedicato anche ai 40 anni dall’episodio del 1986, come ringraziamento per il pericolo superato. Nel corso della serata, inoltre, le tradizionali girate hanno ricordato figure che hanno avuto un ruolo nella storia locale. In piazza del Plebiscito è stato reso omaggio a Luigi Petroselli, storico sindaco, nel 45esimo anniversario della sua morte.

Una dedica è stata riservata anche a Pio Marcoccia, sindaco nel 1986, l’anno dell’incidente sfiorato durante il trasporto di Armonia celeste. I facchini hanno rivolto il loro pensiero anche a don Ivo Bruni, Vito Ferrante, Pietro Bevilacqua, Mario Sanna, Claudio Cavalloro e Vincenzo Rossi.

Tra i nomi ricordati figura infine Luciano Ilari, maestro d’arte e autore dello storico stemma cucito sulle maglie bianche dei facchini. Le dediche e i due sollevamenti hanno così unito il rito del trasporto alla memoria di persone ed episodi considerati parte integrante dell’identità cittadina.